Praga: tensioni con la Cina, Zeman dice no al vertice con Xi Jinping

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 16:30 in Cina Repubblica Ceca

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, ha annunciato che non parteciperà al vertice con la Cina, presieduto dal Capo di Stato, Xi Jinping, nel formato 17+1.

È quanto rivelato dal South China Morning Post, il quale ha altresì specificato che la decisione di Zeman deriva dal fatto che, a detta del presidente ceco, la Cina non abbia rispettato le promesse sugli investimenti in Repubblica Ceca.

In aggiunta, rivela il quotidiano, la scelta di Zeman di non presenziare al vertice con Xi Jinping priva la Cina di uno dei suoi principali sostenitori europei, il che si pone come fattore rilevante in vista del vertice della prossima primavera.

Nello specifico, l’incontro nel formato 17+1, programmato per l’aprile 2020, sarà presieduto per la prima volta da Xi Jinping, il quale sostituirà il premier cinese, Li Keqiang. Il formato 17+1 era stato avviato da Pechino nel 2012, anno in cui ad ospitare l’incontro era stato l’ex premier, Wen Jiabao. Dal 2013 in poi, invece, la delegazione cinese era stata rappresentata dall’attuale premier, Li, il quale ha dichiarato che la decisione di Xi Jinping di partecipare al suo posto all’incontro del 2020 dipende dal fatto che siano cambiate le circostanze.

Finora, il formato 17+1 ha visto la partecipazione dei leader di 12 Stati dell’UE, ovvero Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Slovenia e Grecia e di 5 aspiranti membri, ovvero Serbia, Bosnia, Montenegro, Albania e Macedonia del Nord.

La scelta del presidente della Repubblica Ceca di non partecipare all’incontro, dunque, si pone quale cambio di rotta da parte di Zeman, il quale, sottolinea il South China Morning Post, è sempre stato un grande sostenitore del legame tra Cina ed Europa. Tuttavia, specifica il quotidiano, il capo di Stato ceco ha dichiarato che la sua assenza non comporterà la non partecipazione della Repubblica Ceca. Al contrario, Zeman ha dichiarato che lo Stato sarà in ogni caso rappresentato da una figura prominente dello scenario politico ceco, il vicepremier Jan Hamacek.

Ciò nonostante, gli esperti hanno sottolineato come l’assenza di Zeman possa compromettere la strategia della Cina volta a intensificare la cooperazione con gli Stati dell’Unione Europea. Nello specifico, il direttore dell’Istituto di Studi Asiatici dell’Europa Centrale dell’Università Palacky della Repubblica Ceca, Richard Turcsanyi, ha dichiarato che la scelta di Zeman giunge “a sorpresa”, dal momento che rappresenta “la persona più importante, avendo guidato la svolta filocinese della Repubblica Ceca”.

In aggiunta, il South China Morning Post sottolinea che nella stessa giornata delle dichiarazioni di Zeman, rilasciate lunedì 13 gennaio, il sindaco di Taipei, Ko Wen-je, si è recato a Praga per firmare un accordo di gemellaggio con la capitale della Repubblica Ceca. Anche tale accordo giunge quale punto di svolta, dal momento che la precedente città gemellata con Praga era Pechino, la quale considera Taipei, capitale di Taiwan, parte del proprio territorio.

In riposta, il 14 gennaio, Shanghai ha annunciato di aver tagliato tutti i rapporti con Praga dal momento che, riporta Reuters, la Cina ritiene che la Repubblica Ceca abbia interferito negli affari interni del Paese, “sfidando il principio della Cina unica”.

Taiwan viene considerata dalla Cina una provincia con parziale autonomia, ma l’isola gode, di fatto, di un governo indipendente che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC), in continuità con la prima repubblica fondata sul continente cinese nel 1911 dal Partito Nazionalista Cinese (Guomindang), giunto a Taipei alla fine della guerra civile cinese nel 1949. Nello stesso anno, a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese che si autodefinisce unico governo legittimo di tutto il popolo cinese e chiede a tutti i Paesi con cui istituisce rapporti diplomatici di accettare il principio “una Sola Cina”.  Non da ultimo, Pechino disconosce la legittimità e l’esistenza del governo di Taiwan. Da parte sua, Taiwan afferma di essere un Paese indipendente, la cui denominazione “Repubblica della Cina” è una formalità.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.