Kuwait: arrestato l’imam accusato di finanziare il terrorismo

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 15:51 in Kuwait Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La procura del Kuwait ha deciso di tenere in custodia l’imam Shafi Al Ajami ed il fratello, con l’accusa di finanziare il terrorismo.

A riferirlo, il quotidiano arabo al-Arabiya, il 14 gennaio, secondo cui la notizia è stata rivelata da fonti di sicurezza al quotidiano locale al-Anba. L’arresto è avvenuto non appena i due imputati sono giunti in Kuwait e hanno attraversato il porto di Nuwaisib, al confine del Paese. I due imputati sono accusati di finanziare il terrorismo raccogliendo donazioni illegali e sostenendo il Fronte al-Nusra in Siria. Tuttavia, i due sono stati rilasciati, ma, secondo fonti di sicurezza, solo a seguito di un lungo interrogatorio. Inoltre, le indagini sono ancora in corso e queste si basano su una serie di informazioni fornite non solo da fonti interne al Kuwait, ma altresì dal Dipartimento di Stato statunitense. Quest’ultimo ha incluso il nome di Shafi nella lista dei sostenitori del terrorismo in Siria e Iraq.

Shafi al-Ajami è considerato uno studioso ed imam ben noto presso l’università del Kuwait. Tuttavia, i suoi discorsi sono spesso stati ritenuti troppo accesi, costandogli talvolta la sospensione dalle pratiche religiose, come avvenuto nel mese di agosto 2013. Come specificato dal Counter Extremism Project, Shafi al-Ajami ha più volte espresso sostegno nei confronti di jihadisti siriani. A tal proposito, nel maggio 2013, l’imam invitò il pubblico kuwaitiano a donare “missili e missili antiaerei ” ai mujaheddin in Siria. Il mese seguente, Ajami dichiarò in un discorso: “Armeremo i mujaheddin da qui, così come dalla penisola arabica, dagli Stati del Golfo, dall’Egitto, dalla Giordania, dal Libano, dall’Iraq e dalla Turchia”. Nel mese di agosto dello stesso anno, il governo kuwaitiano vietò ad Ajami di tenere i sermoni del venerdì e bandì il suo programma televisivo.

Fu allora che il Dipartimento di Stato statunitense, nel 2014, designò Shafi al-Ajami come un finanziatore del terrorismo, per il suo supporto al Fronte al- Nusra, attraverso raccolte fondi effettuate tramite i social media. Anche un suo collega, Hajjaj al-Ajami, venne sanzionato in modo simile. Successivamente, gli uomini furono brevemente arrestati dalle forze di sicurezza kuwaitiane, ma rilasciati in tempi rapidi.

L’organizzazione di beneficenza di Shafi è la Kuwait Scholars’ Union (KSU), la quale, nel 2013 raccolse fondi per un massacro perpetrato da jihadisti sunniti contro civili sciiti in Siria. In tale occasione, l’imam scrisse su Twitter che le donazioni sarebbero servite ad acquistare quanto necessario per cacciare via i “Safavidi”, termine dispregiativo utilizzato con riferimento ai musulmani sciiti.

Il Kuwait, rispetto agli altri Stati della regione, è stato meno colpito dall’ideologia estremista. Dal 1952, una branca della Fratellanza Musulmana sta tentando di diffondere la propria interpretazione della legge islamica, mentre dagli anni ’70, l’emirato è stato teatro di attacchi terroristici da parte di gruppi palestinesi e sciiti legati ad Hezbollah. A partire dagli anni ’90, invece, il Kuwait ha iniziato ad essere teatro dell’attività di al-Qaeda e da altri gruppi estremisti sunniti, come l’ISIS. L’attentato terroristico più mortale subito dal Kuwait si è verificato il 26 giugno 2015, quando un attentatore suicida dell’ISIS si è fatto esplodere presso una moschea sciita della capitale, causando la morte di 27 fedeli.

Sin dalla sua istituzione, l’organizzazione dei Fratelli Musulmani ha assunto diversi nomi nell’emirato. Attualmente, viene rappresentata dal Movimento Costituzionale Islamico (ICM), ovvero un partito politico di minoranza che cerca di introdurre la Sharia, la legge islamica, come fonte primaria per la legislazione del Paese. I Fratelli Musulmani in Kuwait dispongono, poi, di un’organizzazione di beneficenza non governativa, nota come Società per la Riforma Sociale (SRS), sanzionata e accusata, in quanto organizzazione terroristica, da Russia e Kazakistan. Quest’ultimo, in particolare, ha affermato che la SRS è stata fautrice di operazioni terroristiche, tra cui jihad armato e finanziamento al terrorismo.

Sebbene inizialmente il governo kuwaitiano abbia tollerato il ramo dei Fratelli Musulmani attivo nel Paese, negli ultimi anni, le tensioni tra il governo e l’ICM si sono inasprite, in particolare in seguito alla predominanza dell’organizzazione in Egitto tra il 2012 ed il 2013. In questi anni, inoltre, il Movimento ha boicottato le elezioni parlamentari in Kuwait, e tale opposizione è durata fino al 2016, quando alcuni candidati del partito sono riusciti a conquistare seggi in parlamento.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.