Incontro Macron-G5 Sahel: rafforzare la cooperazione militare

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 12:27 in Francia Mali

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ospitato, lunedì 13 gennaio, i leader di 5 Stati africani per discutere con loro della cooperazione militare nella regione del Sahel, gravemente minacciata dalla presenza dei gruppi islamisti locali. Invitati a Pau, nel Sud-Ovest della Francia,i presidenti di Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad e Mauritania hanno convenuto di rafforzare il proprio impegno nella lotta al terrorismo. I 5 Stati fanno parte del G5 Sahel, una task force internazionale antiterrorismo creata nel febbraio 2017 con lo scopo di sconfiggere i gruppi armati attivi nell’Africa Nordoccidentale e contrastare lo sviluppo dell’estremismo violento.

A seguito dell’incontro di Pau, la Francia e gli Stati africani hanno deciso di formare un’unica struttura militare di comando sotto la quale portare avanti la battaglia contro i jihadisti del Sahel. La Francia si impegna a inviare nella regione altri 220 soldati. Tuttavia, se i sentimenti antifrancesi nell’area dovessero accrescersi, Macron si è detto pronto a ritirare anche tutte le sue truppe. Parigi, che è un’ex potenza colonizzatrice nella regione, possiede attualmente 4.500 soldati in Mali e nel più ampio Sahel, ma la sicurezza nella regione continua progressivamente ad aggravarsi. Il motivo è da ricercarsi nelle capacità offensive dei gruppi terroristi africani che possiedono, soprattutto in Mali e in Burkina Faso, le proprie roccaforti.

“Oggi, più di prima, il fatto è che i risultati, nonostante gli sforzi, sono sotto le aspettative della popolazione”, ha detto il presidente del Burkina Faso, Roch Marc Kabore, durante una conferenza stampa congiunta. “Questa è la ragione per cui abbiamo deciso di ridefinire il dispiegamento delle nostre truppe e i pilastri delle nostre azioni future”, ha aggiunto.

La nuova struttura di comando militare, chiamata Coalizione per il Sahel, unificherà le truppe degli Stati del G5, quelle francesi e quelle che si potrebbero aggiungere in futuro. Tale comando consentirà lo svolgimento di operazioni congiunte, una maggiore condivisione di informazioni di intelligence e fornirà una risposta più rapida ed efficace soprattutto lungo le aree di confine dove la violenza è più frequente. Criticato da molti, sia in Africa sia in Francia, per non essere riuscito ad affrontare l’ostilità crescente in Africa occidentale e per aver fallito nel riportare la stabilità nel Sahel, Macronsi è detto soddisfatto dell’incontro di lunedì. “La nostra priorità è combattere lo Stato Islamico nel Grande Sahara. È la nostra priorità perché è il più pericoloso. Non abbiamo scelta, abbiamo bisogno di risultati”, ha detto il presidente francese, il quale ha altresì sottolineato il ruolo degli Stati Uniti nel continente africano. “Se gli americani decidessero di lasciare l’Africa sarebbe un grave danno per noi. Spero di convincere il presidente Donald Trump che la lotta contro il terrorismo ha un ruolo fondamentale in questa regione”, ha dichiarato Macron, preoccupato di un possibile ritiro delle truppe americane dal continente.

Il summit di Pau è stato richiesto dal presidente Macron dopo l’incidente aereo che ha coinvolto due elicotteri francesi entrati in collisione sui cieli del Mali il 25 novembre. A seguito dell’impatto, tutti e 13 i soldati a bordo dei velivoli sono rimasti uccisi. Le regioni del Mali sono diventate una sorta di rifugio sicuro per i militanti jihadisti che intendono destabilizzare il potere centrale e attaccare le forze straniere presenti sul territorio nell’ambito di operazioni di peacekeeping. Oltre allo Stato Islamico, nel Paese sono attivi, soprattutto al centro e al Nord, diversi gruppi estremisti violenti, di matrice islamista, come il suddetto Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), ma anche al-Qaeda nel Magreb islamico (AQIM), Ansar al-Dine (AAD), e il Macina Liberation Front. JNIM si è formato il 2 marzo 2017 dall’unione della branca sahariana di AQIM, di Ansar al-Dine e del Fronte di liberazione della Macina. Il Global Terrorism Index 2019 ha inserito il Mali al 13esimo posto tra i 163 Paesi di cui è stato analizzato l’impatto della minaccia terroristica, con un indice pari a 6,65. Il centro ed il Nord del Paese, in prossimità dei confini con il Burkina Faso ed il Niger, essendo poco controllati, continuano ad essere le aree maggiormente interessate dalle attività terroristiche. 

La forza francese presente in Mali dall’agosto 2014 è conosciuta con il nome di operazione Barkhane. Cooperando con le forze maliane, Barkhane ha cercato di eliminare gli elementi terroristici nel Mali settentrionale e centrale.I 4.500 militari francesi presenti nel Sahel si trovano al momento impantanati, senza indicazioni precise su come muoversi. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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