Il discorso di Erdogan contro Haftar e Assad

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 15:13 in Libia Siria Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha parlato di Libia e Siria durante un discorso, in occasione di una riunione dei rappresentanti del proprio partito presso la Grande Assemblea Nazionale della Turchia, il 14 gennaio. 

Durante il discorso, che è stato trasmesso in diretta televisiva, Erdogan ha dichiarato che “insegnerà una lezione” al generale libico, Khalifa Haftar, se questo dovesse riprendere i combattimenti, dopo aver abbandonato i colloqui con il governo rivale di Tripoli, a Mosca, il 14 gennaio. L’incontro, sostenuto dal presidente russo, Vladimir Putin, si era tenuto il 13 gennaio ed era mirato alla sottoscrizione di un accordo di pace, per mettere fine a 9 mesi di combattimenti tra le due parti. “Non esiteremo a dare una meritata lezione al golpista Haftar se questo continuerà con i suoi attacchi contro il legittimo governo del Paese e contro i nostri fratelli in Libia”, ha affermato Erdogan. Il presidente turco ha sottolineato che la questione sarà ora discussa durante i colloqui di Berlino, previsti per domenica 19 gennaio, a cui parteciperanno Paesi europei, nordafricani e mediorientali, insieme a rappresentanti delle Nazioni Unite, dell’Unione europea, dell’Unione Africana e della Lega Araba. “Haftar non ha firmato il cessate il fuoco. Prima aveva detto di sì, ma poi sfortunatamente ha lasciato Mosca, è fuggito da Mosca”, ha dichiarato Erdogan. “Nonostante questo, riteniamo che i colloqui a Mosca siano stati positivi poichè hanno mostrato alla comunità internazionale il vero volto del golpista Haftar”, ha aggiunto.

Erdogan, nello stesso discorso, è poi passato a parlare di Siria. Secondo il presidente, la Turchia è decisa a contrastare i tentativi del presidente siriano, Bashar Al-Assad, di violare il cessate il fuoco nella provincia a Nord-occidentale di Idlib, ultima enclave dei ribelli siriani situata nei pressi del confine con la penisola anatolica. “Siamo determinati a fermare i tentativi del regime di violare il cessate il fuoco, lo faremo noi stessi se necessario. Questo non è uno scherzo. Tutti devono vedere e accettare che la Turchia fa sempre quello che dice”, ha aggiunto Erdogan. Sottolineando che i precedenti tentativi di imporre un cessate il fuoco nella provincia di Idlib erano stati vanificati da Assad, ha dichiarato: “Questa volta, la situazione è diversa”. Erdogan ha ribadito che 400.000 siriani ammassati al confine devono tornare alle proprie case, una volta confermato il cessate il fuoco, e a tale proposito ha esortato la comunità internazionale ad aprire una discussione sull’utilizzo della violenza da parte del governo di Damasco. La Turchia era stata tra le principali promotrici del cessate il fuoco ad Idlib. “Nessun avventurismo o imperialismo”, ha continuato Erdogan in riferimento al ruolo del proprio Paese in Siria e in Libia. “Miriamo solo a proteggere i diritti e il futuro di noi stessi e dei nostri fratelli”, ha affermato.

La crisi siriana rimane al centro delle emergenze umanitarie in Medio Oriente, a seguito della ripresa di una violenta offensiva sul campo contro la città di Idlib, cominciata il 19 dicembre scorso. Tale offensiva ha consentito all’esercito di Assad di assumere il controllo di diversi villaggi nell’area. Di fronte ad una continua escalation in Siria, una delegazione turca si era recata in Russia, il 23 dicembre, per discutere della situazione. La visita è giunta dopo che il presidente turco Erdogan, il 22 dicembre, aveva dichiarato che non è in grado di gestire un nuovo flusso di siriani verso il suo Paese e ha chiesto a Mosca di fermare gli attacchi nella provincia di Idlib. Dal canto suo, la Russia si è rifiutata di porre fine all’offensiva fino ad un pieno controllo di Maarat al-Nu’man.

Anche il conflitto libico sta vivendo un momento di particolare fermento, con un’importante partecipazione della Turchia. Il 25 dicembre, Erdogan ha annunciato che avrebbe supportato militarmente le operazioni del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli contro l’esercito del generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo rivale di Tobruk. La decisione è in linea con le richieste avanzate dal premier della capitale libica, Fayez al-Serraj, e ha ricevuto anche il sostegno di Tunisi, ha sottolineato Erdogan. Il supporto arriva dopo che il 27 novembre, Erdogan aveva firmato con il GNA alcuni memorandum d’intesa per intensificare la cooperazione tra Libia e Turchia in materia di sicurezza e nel settore delle attività marittime nella contesa area del Mediterraneo orientale. Il governo di Tripoli ha inviato una richiesta formale di sostegno militare “aereo, terrestre e marittimo” alla Turchia per respingere l’offensiva del generale libico Khalifa Haftar, il 26 dicembre.

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Maria Grazia Rutigliano  

 

di Redazione

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