Colombia: l’esercito coinvolto in uno scandalo di spionaggio

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 9:34 in America Latina Colombia

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Il 27 dicembre 2019, in una conferenza stampa a sorpresa, il presidente della Colombia Iván Duque ha annunciato il passaggio alla riserva del capo dell’esercito, il generale Nicacio Martínez. Il presidente aveva dichiarato che Martínez si ritirava per motivi familiari ed esprimeva “ammirazione e riconoscimento per il suo lavoro”. Tuttavia, secondo un reportage pubblicato dalla rivista Semana, il ritiro del generale sarebbe stato in realtà dovuto a un nuovo scandalo di spionaggio illegale, ordinato e realizzato da istituzioni militari. Le intercettazioni illegali, secondo l’indagine del settimanale, ha raggiunto magistrati, deputati dell’opposizione e giornalisti, ma anche ufficiali che, durante l’anno passato, hanno fornito informazioni a vari media sulle pratiche e gli atti di corruzione all’interno dell’esercito.

Secondo il reportage, l’ascolto sarebbe stato fatto da “due guarnigioni militari indipendenti l’una dall’altra e ignare l’una del lavoro dell’altra, come un modo per proteggerle ed evitare una ricerca a sorpresa della giustizia o lo scoop dei media”. Secondo uno dei sottufficiali che si occupavano di questi interventi e che hanno mantenuto l’anonimato, ricevevano ordini “che provenivano direttamente dal comando senza requisiti o documenti ufficiali” ma “gli obiettivi erano strettamente orientati a questioni politiche, lontane dalle nostre missioni abituali e in cui non dovremmo interferire “.

Tra le persone intercettate vi sono il magistrato della Corte suprema di giustizia, Cristina Lombana, il senatore Roy Barreras, del partito dell’ex presidente Juan Manuel Santos, e l’ ex governatore del dipartimento di Nariño, Camilo Romero. Nel corso del 2019 diversi magistrati hanno denunciato di ritenere che le loro conversazioni fossero state spiate. Barreras, nel frattempo, è stato il politico che ha reso pubblico un attacco contro i dissidenti delle FARC a novembre, dove sono morti sette bambini di età compresa tra 12 e 17 anni. Romero è stato fortemente critico contro il ritorno in uso militare degli spray al glifosato. Nel caso del magistrato, una delle fonti del rapporto assicura che le informazioni ottenute debbano essere consegnate a un “politico riconosciuto” del Centro democratico, il partito del presidente Duque.

La pratica dello spionaggio illegale è conosciuta in Colombia come chuzadas ed è un capitolo molto controverso nella storia recente del paese in cui politici dell’opposizione, giornalisti e magistrati sono stati molestati dalla polizia segreta, ormai dissolta, durante il governo di Álvaro Uribe. “Andremo alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani perché è tornata la pratica parastatale illegale di persecuzioni politiche, fisiche e legali contro difensori della pace, oppositori, giornalisti indipendenti, magistrati, in nome di un’ideologia per cui nemico è chiunque la pensi diversamente” – ha detto Barreras, una delle vittime dello spionaggio illegale.

Il reportage assicura anche che è stato il nuovo Ministro della Difesa, Carlos Holmes Trujillo, a “scatenare gli allarmi e a ordinare un’indagine interna pochi giorni prima di Natale”. E anche che le agenzie di intelligence statunitensi avevano rilevato che le forze armate colombiane stavano usando illegalmente attrezzature tecniche donate da Washington.

Lunedì 13 gennaio la Procura generale della Colombia ha aperto un fascicolo per indagare sulle denunce del settimanale Semana. Il procuratore generale incaricato, Fabio Espitía, ha anche chiesto al pubblico ministero dinanzi alla Corte suprema di giustizia, responsabile di alcuni funzionari pubblici, di avviare un’indagine personale contro il generale Nicacio Martínez, l’ex comandante dell’esercito. “Sono informazioni che la Procura non aveva, sono informazioni conosciute dai media”- ha detto Espitía riferendosi al reportage quando ha annunciato l’inchiesta in una conferenza stampa.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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