Nuovo attentato in Afghanistan, USA chiedono di tagliare i rapporti con l’Iran

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 17:02 in Afghanistan Iran USA e Canada

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La mattina del 14 gennaio, 2 bambini sono stati uccisi e altre 8 persone sono rimaste ferite a causa di 2 esplosioni consecutive a Mazar-e-Sharif, capitale della provincia di Balkh, in Afghanistan. Intanto, gli Stati Uniti hanno chiesto ai talebani di tagliare i legami con l’Iran. 

L’esplosione è avvenuta intorno alle 8:30, ora locale, nei pressi dell’ospedale regionale di Mazar-e-Sharif, secondo quanto ha affermato, Adel Shah Adel, portavoce del governatore provinciale. “Due bambini, uno di 14 anni e uno di 10 anni, sono stati uccisi dall’esplosione e altre 8 persone, incluso un ufficiale di polizia, sono rimaste ferite”, ha continuato Adel. “Le indagini sono in corso e presto verranno condivisi maggiori dettagli”, ha affermato. Nessun gruppo ha ancora rivendicato la responsabilità di tali esplosioni. 

Lo stesso giorno, proseguono le rivelazioni riguardanti gli sviluppi diplomatici nel Paese, con gli Stati Uniti che hanno chiesto ai talebani di tagliare i legami con l’Iran e di trovare un accordo per mantenere una minima presenza di forze armate statunitensi in Afghanistan, dopo un potenziale accordo di pace tra le due parti. La notizia è stata riferita da Gulbuddin Hekmatyar, politico, militare e guerrigliero afghano, fondatore del partito politico noto come Ḥezb-i Islami. Hekmatyar ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno indicato queste due condizioni come preliminari per la firma di un accordo di pace con i talebani e ha aggiunto che tali questioni sembrano essere poco gradite ai talebani. Allo stesso tempo, il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Robert O’Brien, ha affermato che gli Stati Uniti e i talebani potrebbero concludere un accordo di pace durante il 2020. “Siamo stati molto vicini a un’intesa lo scorso anno, e i talebani hanno ritenuto di poter aumentare la pressione sugli Stati Uniti con un attentato che ha ucciso un americano, proprio prima di alcuni colloqui critici”, ha spiegato O’Brien.

Il più recente round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha, iniziato il 7 dicembre, era stato sospeso a seguito dell’attacco dell’11 dicembre contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam del distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono rimasti feriti nell’assalto. Inoltre, la sera del 23 dicembre, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha comunicato che un soldato delle forze speciali statunitensi era stato ucciso in Afghanistan. Si trattava del sergente Michael J. Goble, 33 anni, di Washington Township, New Jersey. La notizia è stata diffusa poche ore dopo che la sua identità era stata rivelata sui social media dei talebani. Goble era assegnato al primo battaglione, settimo gruppo delle forze speciali, ed è morto nell’esplosione di una bomba sul ciglio di una strada, secondo un ufficiale militare. I morti statunitensi in Afghanistan nel 2018 erano stati 13 e 11 nel 2017. 

L’Afghanistan è una realtà estremamente instabile da alcuni decenni. I talebani rappresentano la principale minaccia alla sicurezza nazionale. Questi sono un’organizzazione estremista islamista che ha preso il controllo del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica, a seguito di una guerra civile tra diversi gruppi locali. Nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati da un’intervento degli Stati Uniti, nel 2001, e da uno della NATO, nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per tentare di riprendere il controllo del governo. Una nuova ondata di attacchi ad opera dei talebani ha interessato il Nord dell’Afghanistan tra il 31 dicembre e il primo gennaio. Secondo quanto riferito da funzionari locali, nella giornata del primo gennaio, sono state almeno 26 le vittime causate dagli attacchi perpetrati contro le forze di sicurezza del Paese e rivendicati, nell’immediato, dai ribelli talebani. Un assalto di questi ha interessato la provincia di Balkh, dove sono stati almeno 9 gli ufficiali di polizia rimasti uccisi. Nel rivendicare l’offensiva, il portavoce del talebani, Zabihullah Mujahid, aveva affermato che i propri combattenti si erano infiltrati già da tempo tra le forze dell’ordine e stavano aspettando il momento giusto per agire.    

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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