USA contattano la Corea del Nord per riprendere i colloqui

Pubblicato il 13 gennaio 2020 alle 12:36 in Corea del Nord USA e Canada

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Il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Robert O’Brien, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno contattato la Corea del Nord per cercare di riprendere i colloqui sulla denuclearizzazione.  

O’Brien ha anche affermato che ci sono segnali positivi nei rapporti tra i due Paesi, tra cui il fatto che il leader nordcoreano, Kim Jong Un, non abbia agito a seguito delle recenti minacce, relative sopratutto ad un possibile “regalo di Natale” da Pyongyang a Washington. Tali affermazioni erano state pronunciate da Ri Thae Song, vice ministro degli Esteri della Corea del Nord, responsabile degli Affari con gli Stati Uniti, il 2 dicembre. Alcuni analisti avevano suggerito che tale dichiarazione poteva indicare che Pyongyang stava preparando un test missilistico a lungo raggio. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva minimizzato, affermando che il dono poteva anche essere “un bellissimo vaso”. 

Riguardo ai rapporti USA-Corea del Nord, il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca ha affermato: “Abbiamo contattato i nordcoreani e fatto loro sapere che vorremmo continuare i negoziati di Stoccolma che erano stati avviati l’ultima volta all’inizio di ottobre”. Un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale non ha commentato immediatamente la notizia, il 12 gennaio. Il giorno precedente, l’11 gennaio, la Corea del Nord ha comunicato di aver ricevuto gli auguri di buon compleanno per Kim da Trump. Tuttavia, secondo l’agenzia di stampa statale KCNA, il loro rapporto personale non è sufficiente per un ritorno al tavolo dei negoziati. I rappresentanti di Pyongyang non discuteranno di proposte come quelle che Trump ha proposto al suo ultimo vertice con il leader supremo della Corea del Nord ad Hanoi, nel febbraio 2019, ha aggiunto un consigliere del ministero degli Esteri, sempre l’11 gennaio. 

Uno storico primo summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto luogo il 12 giugno 2018 a Singapore e si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano naufragati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam in maniera affrettata, senza partecipare ad un pranzo che era stato organizzato dopo gli incontri. La battuta d’arresto indebolì i tentativi del presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, di migliorare i rapporti con Pyongyang. 

I negoziati tra USA e Corea del Nord erano poi ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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