Tunisia: respinta fiducia al governo, continua lo stallo politico

Pubblicato il 13 gennaio 2020 alle 19:13 in Africa Tunisia

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Il Parlamento tunisino ha respinto la fiducia al governo, proposto dal primo ministro Habib Jemli, dopo mesi di negoziazione politica tra le parti. Durante la sessione parlamentare, tenutasi il 10 gennaio, solo 72 dei 213 membri presenti hanno votato a favore del nuovo esecutivo. Il presidente tunisino, Kais Saied, eletto il 23 ottobre 2019, ha ora 10 giorni per designare un nuovo primo ministro. Se anche il nuovo candidato dovesse fallire nel formare il governo, il Parlamento si dissolverebbe e si andrebbe a nuove elezioni. Il voto di sfiducia è stato interpretato come una significativa battuta d’arresto per Ennahdha, il partito di centro-destra autodefinitosi “islamico” e “democratico”, al potere praticamente da 9 anni, direttamente o indirettamente. In una mossa che dimostra le difficoltà incontrate dal partito nel formare un governo forte e consensuale, soprattutto a causa della divisione della classe politica tunisina, Ennahdha aveva già ammesso, il 9 gennaio, di avere delle “riserve” sulla squadra presentata dal suo stesso candidato. Il partito, che ha vinto le elezioni parlamentari del 6 ottobre scorso, detiene al momento 52 dei 217 seggi del Parlamento, il che significa che ha bisogno del supporto di altri partiti per avere successo al prossimo voto di fiducia.

Sono circa due mesi che la Tunisia attende un nuovo esecutivo. Al momento, il Paese ha ancora un governo provvisorio, guidato da Youssef Chahed. Sin dal mese di ottobre 2019, i diversi partiti politici seduti in Parlamento non sono riusciti a trovare un accordo volto a creare una coalizione, così da proporre un primo ministro e formare un nuovo esecutivo. Il rischio temuto da molti è legato a ritardi nell’attuazione di quelle riforme indispensabili a risanare l’economia del Paese, oltre che nella presentazione del bilancio. Jemli, sin dall’assunzione del mandato, il 15 novembre 2019, ha tenuto costanti consultazioni per sei settimane e si era detto intenzionato a formare un governo di personalità indipendenti, non legate ad alcun partito politico, viste altresì le difficoltà incontrate nel raggiungere un accordo con le diverse parti politiche. Il termine ultimo per la presentazione di un eventuale esecutivo era stato stabilito al 15 gennaio 2020.

Il governo uscente ha già attuato tagli per ridurre il deficit pubblico, ma il Fondo Monetario Internazionale e altri istituti di credito stranieri hanno più volte richiesto ulteriori riforme fiscali. Al contempo, i cittadini tunisini hanno mostrato il proprio malcontento verso i servizi pubblici del Paese, considerati peggiori rispetto al periodo pre-rivoluzione del 2011. Ciò ha portato la popolazione ad avere sempre meno fiducia nei confronti delle istituzioni e della classe politica al potere.

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Chiara Gentili

di Redazione

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