Taiwan: la Cina non cambierà la propria posizione

Pubblicato il 13 gennaio 2020 alle 11:50 in Cina Taiwan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Pechino ha dichiarato che la Cina non cambierà la propria posizione sullo status di Taiwan, a seguito della rielezione della presidentessa Tsai Ing-wen, che fa fortemente criticato l’ingerenza cinese nell’isola. 

La campagna elettorale che ha portato i cittadini di Taiwan alle urne, l’11 gennaio, è stata dominata dagli sforzi della Cina per convincere l’isola ad accettare il modello “un Paese, due sistemi”, sostenuto da Pechino per la gestione delle regioni autonome. Dall’altra parte, Tsai Ing-wen si è fortemente opposta all’ingerenza cinese e ha promesso una maggiore indipendenza, se eletta. A seguito della conferma della sua carica, il Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato: “Indipendentemente dai cambiamenti nella situazione interna di Taiwan, non cambierà la verità fondamentale che esiste una sola Cina al mondo e che Taiwan ne è parte”. 

“I taiwanesi hanno ancora una volta utilizzato il voto per mostrare al mondo il valore della democrazia”, ha dichiarato la Tsai, il 12 dicembre, durante un incontro con il capo dell’ambasciata degli Stati Uniti a Taipei, Brent Christensen. “La democrazia e la libertà sono davvero la risorsa più preziosa e sono anche la base del partenariato di lungo periodo tra Taiwan e gli Stati Uniti”, ha affermato Tsai, promettendo di approfondire la cooperazione con Washington su questioni che vanno dalla Difesa all’Economia. Inoltre, l’11 dicembre, la Tsai aveva chiesto di riprendere i colloqui con la Cina, sottolineando la speranza che Pechino capisca che Taiwan e i suoi cittadini non si sottometteranno alle intimidazioni.

In risposta, il 12 gennaio, il Ministro degli Esteri cinese ha dichiarato che ka Cina non cambierà la sua posizione sul principio “una sola Cina” e si opporrà all’indipendenza di Taiwan. “Neanche il consenso universale della comunità internazionale che aderisce a tale modella cambierà”, ha aggiunto. La Cina sperava che il mondo avrebbe sostenuto la “giusta causa” del popolo cinese per opporsi alle attività secessioniste e “realizzare la riunificazione nazionale”, ha riferito.  

Taiwan viene considerata dalla Cina una provincia con parziale autonomia, ma l’isola gode, di fatto, di un governo indipendente che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC), in continuità con la prima repubblica fondata sul continente cinese nel 1911 dal Partito Nazionalista Cinese (Guomindang), giunto a Taipei alla fine della guerra civile cinese nel 1949. Nello stesso anno, a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese che si autodefinisce unico governo legittimo di tutto il popolo cinese e chiede a tutti i Paesi con cui istituisce rapporti diplomatici di accettare il principio “una Sola Cina”.  Non da ultimo, Pechino disconosce la legittimità e l’esistenza del governo di Taiwan. Da parte sua, Taiwan afferma di essere un Paese indipendente, la cui denominazione “Repubblica della Cina” è una formalità.

Il leader cinese, Xi Jinping, aveva messo in guardia Taiwan circa un’unificazione, ritenuta inevitabile. Il suo partito ha cercato di corteggiare i taiwanesi con opportunità di lavoro nella terraferma, provando ad isolare l’amministrazione Tsai e affermando che la Cina avrebbe usato la forza, se necessario, per impedire all’isola di compiere passi verso l’indipendenza formale. Tuttavia, il voto dell’11 gennaio suggerisce che la campagna di pressione di Pechino è fallita.

Tsai è la prima leader femminile di Taiwan e unica in Asia per aver gareggiato per propri meriti e diritti e non come parente di un precedente leader maschile, come accaduto in Corea del Sud, Thailandia, Myanmar e India. La presidente è una figura ben vista anche tra i giovani, dopo essersi mostrata a favore, in Parlamento, di un disegno di legge per legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, entrato in vigore a maggio 2019. Una giovane cittadina recatasi alle urne a Taipei ha rivelato di aver votato Tsai per la seconda volta perché non “vuole diventare come Hong Kong”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.