Libia: vertice tra Italia e Turchia

Pubblicato il 13 gennaio 2020 alle 20:16 in Italia Turchia

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Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha incontrato il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. È quanto rivelato dal Governo italiano, il quale ha altresì diffuso le dichiarazioni congiunte rilasciate al termine dell’incontro tra i due leader.

Nello specifico, secondo quanto rivelato da Erdogan, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta al termine del vertice con Conte, l’incontro è stato incentrato principalmente sulla sicurezza in Libia e in Siria. In particolare, per quanto riguarda la Libia, Erdogan ha confermato la propria intenzione a prendere parte alla Conferenza di Berlino, programmata per il prossimo 19 gennaio, quando diverse parti a livello internazionale si incontreranno per discutere della situazione in Libia e favorire una possibile de-escalation del conflitto. Secondo quanto riportato, le Nazioni Unite presiederanno i colloqui nel corso dell’evento, ma tutti i soggetti coinvolti nella crisi in Libia dovranno svolgere un ruolo rilevante nel favorire una risoluzione. Il fine ultimo, a detta della cancelliera tedesca, Angela Merkel, sarà rendere la Libia un Paese sovrano e pacifico. Si prevede che almeno dieci Paesi parteciperanno all’incontro, ovvero i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, accanto a Germania, Turchia, Italia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

Sempre in materia di Libia, la Turchia, la quale ha dichiarato di desiderare che il cessate il fuoco accordato sia permanente, ha altresì annunciato di auspicare il raggiungimento della pace e la prosecuzione di un processo politico, al fine di scongiurare la diffusione del terrorismo.

Da parte sua, Conte ha sottolineato come Roma e Ankara abbiamo numerose sfide comuni, tra cui il terrorismo, i flussi migratori, l’instabilità nel Medio Oriente e nel Mediterraneo. Tuttavia, il primo tema in agenda rimane la Libia, per la quale Conte ha dichiarato di ritenere la dichiarazione turco-russa dell’8 gennaio, con la quale Mosca e Ankara avevano invitato tutte le parti impegnate in Libia a cessare le ostilità, una mossa verso l’avvio di un processo di dialogo.

In materia di Libia, Conte ha altresì dichiarato di ritenere necessario che tutti i Paesi lavorino con un obiettivo comune, procedendo con uno scambio di informazioni proficuo affinché il cessate il fuoco sia duraturo.

L’Italia, ha dichiarato Conte, ha sempre mantenuto una posizione chiara e questo, secondo il premier di Roma, garantisce credibilità internazionale. Nello specifico, ha sottolineato Conte, l’italia mira a garantire un futuro di prosperità e benessere alla Libia, la quale dovrà diventare pienamente autonoma e stabile, sotto l’egida delle Nazioni Unite.

In materia di relazioni bilaterali, Erdogan ha dichiarato che l’Italia è il terzo Paese per livello di importazioni dalla Turchia e quinto per le esportazioni verso il territorio turco. In totale, secondo i dati presentati dal Capo di Stato di Ankara, i due Paesi hanno generato un volume di interscambio pari a 20 miliardi di dollari. Tuttavia, Italia e Turchia hanno deciso di adottare come obiettivo la generazione di un volume di interscambio pari a 30 miliardi di dollari.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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