Libia: Di Maio in Tunisia per promuovere il dialogo

Pubblicato il 13 gennaio 2020 alle 20:41 in Italia Tunisia

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Il ministro degli Affari Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, si è recato in Tunisia per incontrare il Capo di Stato tunisino, Kais Saied.

È quanto rivelato dal Ministero degli Affari Esteri di Roma, il quale ha altresì aggiunto che, nel corso della sua visita in Tunisia, Di Maio ha avuto modo di discutere dei principali dossier bilaterali e regionali, tra cui la Libia e l’immigrazione.

Secondo quanto riportato da ANSAmed, Di Maio ha ritenuto l’incontro con Saied cordiale e produttivo e, focalizzandosi sul dossier libico, ha sottolineato l’importanza di coinvolgere la Tunisia e i Paesi confinanti con la Libia nella Conferenza di Berlino, la quale si terrà il prossimo 19 gennaio.

Durante tale vertice, promosso dalla Germania, diverse parti a livello internazionale si incontreranno per discutere della situazione in Libia e favorire una possibile de-escalation del conflitto. Secondo quanto riportato, le Nazioni Unite presiederanno i colloqui nel corso dell’evento, ma tutti i soggetti coinvolti nella crisi in Libia dovranno svolgere un ruolo rilevante nel favorire una risoluzione. Il fine ultimo, a detta della cancelliera tedesca, Angela Merkel, sarà rendere la Libia un Paese sovrano e pacifico. Si prevede che almeno dieci Paesi parteciperanno all’incontro, ovvero i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, accanto a Germania, Turchia, Italia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

In merito alla Conferenza di Berlino, inoltre, Di Maio ha ribadito di ritenere impossibile il raggiungimento di una soluzione concreta e duratura senza il coinvolgimento di tutti i Paesi confinanti con la Libia, tra cui l’Algeria e il Marocco. Per tale ragione, ha dichiarato Di Maio, deve essere elaborato un nuovo approccio, al fine di includere tutti i Paesi al tavolo del negoziato.

In aggiunta, Di Maio ha altresì sottolineato il valore del dialogo e del mezzo diplomatico, i quali consentiranno di porre fine alla guerra per procura di cui il Paese è, a detta del ministro italiano, ormai teatro. In linea con ciò, Di Maio ha invitato la comunità internazionale a cessare ogni forma di interferenza esterna nel conflitto.

Mentre Di Maio dialogava di Libia con il Capo di Stato tunisino, il premier italiano, Giuseppe Conte, incontrava il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Da parte sua, Conte ha sottolineato come Roma e Ankara abbiamo numerose sfide comuni, tra cui il terrorismo, i flussi migratori, l’instabilità nel Medio Oriente e nel Mediterraneo. Tuttavia, il primo tema in agenda rimane la Libia, per la quale entrambe le parti hanno dichiarato di ritenere fondamentale i lavori della Conferenza di Berlino, al fine di assicurare la durata del cessate il fuoco.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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