L’aereo abbattuto e il volto umano dell’Iran

Pubblicato il 13 gennaio 2020 alle 10:08 in Il commento Iran

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Alessandro Orsini. Fonte: LUISS.L’Iran ha abbattuto un aereo pieno di civili e ha riconosciuto l’errore, esprimendo il proprio cordoglio. Sull’aereo c’erano molti iraniani e canadesi. È una vera tragedia. Morire così, in un batter d’occhio, impressiona anche gli studiosi che, per formazione e dovere professionale, sono abituati a ragionare in modo distaccato di guerre e terrorismo. È una terribile vicenda, che però potrebbe avere ripercussioni positive sul piano politico. L’errore dell’Iran e la sua ammissione di responsabilità conferiscono un volto umano a un regime spesso accusato di essere privo di umanità: “Ho desiderato di essere morto”, ha detto, in preda al rimorso, il generale responsabile dell’abbattimento. Sono parole che ci fanno sentire vicini agli iraniani e che ci aiutano a comprendere quanto la guerra sia la peggiore sciagura che possa abbattersi sugli uomini: proprio oggi, nel giorno della morte del capo di Stato più pacifico del mondo, Qaboos, sultano dell’Oman dal 1970 al 2020, il quale ebbe un ruolo rilevante nel processo di avvicinamento di Obama all’Iran, culminato nella firma degli accordi sul nucleare. Agli italiani non riesce difficile nutrire una solidarietà istintiva verso i popoli che soffrono per la guerra o che rischiano di essere precipitati nell’inferno delle armi. Questo “fenomeno emotivo” si verifica istintivamente perché l’Italia è stata devastata dalla seconda guerra mondiale ed è piena di santuari che ricordano il dolore delle rappresaglie e dei bombardamenti, da cui fu funestata.

Lo scontro con gli Stati Uniti è costato caro all’Iran che, in pochi giorni, ha dovuto celebrare molti lutti. Prima l’Iran ha pianto la morte del generale Soleimani. Poi, durante i funerali, la folla si è calpestata in preda al panico, provocando almeno cinquanta morti. A ciò si è aggiunta la tragedia dell’abbattimento dell’aereo, anch’essa causata dalla guerra: l’Iran, temendo un attacco americano – maledetta guerra – ha sparato per errore un missile contro un aereo di linea e ha ucciso quasi ottanta connazionali. Anche coloro che non seguono la politica internazionale potranno dire che non se ne può più delle guerre che, a differenza di ciò che i guerrafondai vorrebbero far credere, non coinvolgono soltanto i militari. Nonostante le armi di precisione e lo sviluppo della tecnologia, è la popolazione civile che patisce le sofferenze peggiori. Ai passeggeri abbattuti è capitata la stessa sorte dei civili che muoiono sotto le bombe in Siria o in Yemen, mentre sono in casa propria o in un mercato. Tutti noi vorremo sentirci sicuri su un aereo o nelle nostre abitazioni: è un diritto che non spetta soltanto agli europei. La domanda è sempre la stessa: come può l’Europa, che ambisce alla pace con l’Iran, frenare l’escalation con gli Stati Uniti? La cattiva notizia è che i presidenti americani godono di vasti poteri in politica estera. Sono poteri talmente ampi che chi siede alla Casa Bianca può scatenare una guerra senza l’autorizzazione del parlamento, facendo passare la guerra come una serie di azioni circoscritte per proteggere gli interessi americani. Basti sapere che non c’è mai stata una dichiarazione di guerra del Congresso americano contro il Vietnam. Questa è una cattiva notizia per l’Europa, visto che colui che oggi siede alla Casa Bianca afferma che “l’America viene prima”, nel senso che dovrebbe sottomettere tutti gli altri. Ci sono però anche buone notizie. La prima è che la Camera, uno dei due rami del Congresso americano, dove il partito democratico ha la maggioranza, sta cercando di privare Trump del potere di scatenare una guerra con l’Iran. È un gesto che induce all’ottimismo giacché chiarisce che molti americani vorrebbero vivere in pace con l’Iran, proprio come Obama e gli italiani. Il che lascia viva una speranza per il futuro. La seconda buona notizia è che quei deputati americani, che stanno cercando di sottoporre le azioni di Trump al controllo democratico, potranno trovare un segnale altrettanto positivo nell’ammissione di responsabilità da parte dell’Iran che, a differenza di altri regimi, ha ammesso le colpe ed espresso grande cordoglio. Oggi muore Qaboos, il sovrano più pacifico del mondo. L’augurio è che il suo sogno della pace universale possa diffondersi in Medio Oriente e arrivare fino in Occidente.

Oggi solidarizziamo con gli iraniani come gli iraniani solidarizzarono con gli americani nel giorno dell’attentato dell’11 settembre 2001.

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Apparso sul Messaggero, per gentile concessione.

Alessandro Orsini

di Redazione

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