Iran: lanciato avvertimento contro la Grecia

Pubblicato il 13 gennaio 2020 alle 17:14 in Grecia Iran

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Se Atene autorizza gli Stati Uniti a far partire un attacco contro l’Iran da una base americana in Grecia, Teheran risponderà in maniera “chiara e decisiva”.

È questo l’avvertimento lanciato dall’ambasciata iraniana di Atene in riposta a quanto riportato in precedenza dal quotidiano ellenico, Kathimerini, il quale aveva rivelato un possibile coinvolgimento di Atene in caso di intervento contro l’Iran da parte degli Stati Uniti.

Nello specifico, il quotidiano aveva annunciato, lo scorso 6 gennaio, che in caso di attacco degli Stati Uniti contro l’Iran, la Grecia sarebbe stata coinvolta, ma non con l’invio di una nave da guerra. In aggiunta, secondo quanto ricostruito da Ekathimerini, gli Stati Uniti avevano inviato nuove truppe nella base militare americana di Souda, nell’isola di Creta.

In risposta a tali rivelazioni, l’ambasciata dell’Iran in Grecia ha inviato una lettera al quotidiano ellenico, sottolineando come la concessione dell’utilizzo di una base militare contro l’Iran venga considerata “un atto ostile”, motivo per il quale Teheran potrà rispondere “in maniera chiara e risolutiva”.

In aggiunta, l’ambasciata iraniana ha altresì dichiarato di non ritenere che le rivelazioni annunciate dal quotidiano provenissero da fonti ufficiali del governo ellenico, “date le relazioni amichevoli, consuete e storiche” che vi sono tra Iran e Grecia.

A creare ulteriori dubbi in merito alla solidità delle relazioni tra Teheran e Atene giunge anche quanto dichiarato, lo scorso 7 gennaio, dal premier ellenico, Kyriakos Mitsotakis, in occasione della sua visita di Stato ufficiale negli Stati Uniti.

Nello specifico, riporta il quotidiano, il premier della Grecia aveva dichiarato, in occasione del vertice con Trump, di comprendere come la decisione degli Stati Uniti in merito all’uccisione del generale iraniano, Qassem Soleimani, fosse frutto di un’esigenza derivante dall’interesse nazionale. Per tale ragione, Mitsotakis aveva dichiarato di sostenere la decisione americana.

In seguito a tali dichiarazioni, l’Iran, secondo quanto confermato dal ministro degli Esteri ellenico, Nikos Dendias, ha inviato una lettera ufficiale al governo ellenico. Tale lettera, ha dichiarato Dendias, rappresenta una contestazione da parte dell’Iran, il cui ministro degli Esteri ha anche richiesto un colloquio con il suo omologi greco per discutere della situazione.

Lo scorso 3 gennaio, gli Stati Uniti hanno condotto un raid aereo contro l’aeroporto di Baghdad. Tale attacco aveva portato alla morte del generale iraniano Qassem Soleimani.  Per giustificare tale uccisione, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva dichiarato che Soleimani era stato responsabile dell’uccisione di migliaia di statunitensi negli ultimi decenni e stava pianificando nuovi attentati. A seguito della morte del suo generale, l’Iran aveva immediatamente risposto all’uccisione dichiarando vendetta.

In linea con ciò, l’8 gennaio, l’Iran ha attaccato due basi americane in Iraq per vendetta. I raid sono avvenuti contro la base di Ain al-Assad, situata nel governatorato occidentale di Al-Anbar, e contro quella di Harir, nel Nord dell’Iraq, nella provincia di Erbil.

In tale quadro, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha annunciato la sospensione delle attività di addestramento delle forze locali in Iraq. In aggiunta, anche diversi Paesi dell’Europa e della NATO hanno avviato il ritiro o il riposizionamento dei propri contingenti in Iraq.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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