Giordania: il sovrano mette in guardia dal riemergere dell’ISIS

Pubblicato il 13 gennaio 2020 alle 16:04 in Giordania Medio Oriente

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Il monarca del Regno hashemita della Giordania, il re Abdullah II bin Al-Hussein, il 13 gennaio, ha messo in guardia dall’eventualità che lo Stato Islamico possa riemergere nuovamente in Medio Oriente.

Le parole sono giunte nel corso di un’intervista televisiva, prima di intraprendere un tour europeo, in cui il sovrano si recherà a Parigi, Bruxelles e Strasburgo. A detta del monarca, durante gli incontri che si terranno nel corso della settimana, sarà messa in luce, in particolare, la minaccia terroristica e quanto svolto nel corso dell’ultimo anno per affrontarla. Lo Stato Islamico, per il re Abdullah II, è riemerso non solo nella Siria meridionale e orientale, ma anche nell’Iraq occidentale. Di fronte a tale scenario è necessario, ha ribadito il monarca, affrontare il riemergere dell’ISIS, in quanto questo rappresenta una minaccia per tutti, non solo per la regione mediorientale, ma anche per l’Europa e il resto del mondo.

Il re Abdullah II ha poi evidenziato la presenza di diversi foreign fighter che, dalla Siria, si sono recati in Libia e, considerando la vicinanza della Libia all’Europa, la questione dovrà essere affrontata anche in contesti e discussioni europei. “Diverse migliaia di combattenti stranieri hanno lasciato Idlib, nella Siria settentrionale, e sono finiti in Libia, e questo è qualcosa che tutti noi nella regione e i nostri amici in Europa dovranno affrontare nel 2020” sono state le parole del monarca. Alla domanda sull’invio di truppe turche a Tripoli, il monarca si è detto speranzoso sul ruolo di Mosca, altrimenti si rischierà una maggiore confusione.

Circa, invece, l’escalation nata tra Iran e Stati Uniti, il re ha espresso la speranza che, nei prossimi mesi, la direzione degli eventi cambi e si proverà a disinnescare le tensioni tra le diverse parti. A tal proposito, Abdullah II ha affermato che, attualmente, la regione è segnata da un momento di calma e si spera che tale situazione continui. Tuttavia, ha spiegato il sovrano, una situazione di instabilità potrebbe essere pericolosa anche per l’Europa e per il resto del mondo.  “Ciò che sta accadendo a Teheran influenzerà Baghdad, Damasco e Beirut e il processo di raggiungimento della pace tra palestinesi e israeliani” sono state le sue parole.

La Giordania è un Paese politicamente stabile ed è collocata in una posizione chiave nella regione del Golfo. Come si evince dallo US Military Strenght Index del 2019, Amman, oltre alle minacce esterne, subisce minacce interne costituite dai foreign fighter di ritorno, precedentemente partiti per unirsi all’ISIS in Siria e in Iraq o legati ad al-Qaeda. Il Paese ha preso anche parte alla coalizione internazionale contro l’ISIS, rappresentando un importante leader regionale ed ha svolto un ruolo importante nella sconfitta militare dei seguaci di al-Baghdad in Siria e in Iraq. Tuttavia, ciò ha reso il territorio giordano, vicino alle terre dove sono attivi i terroristi, bersaglio dei gruppi estremisti.

L’attentato più grave rivendicato dall’ISIS si è verificato il 18 dicembre 2016 nella città turistica di Karak, dove 14 persone, tra cui civili, sono morte negli scontri tra alcuni uomini armati e le forze della sicurezza. Sebbene a partire dal 2017 sia stata registrata una diminuzione dell’attività terroristica rispetto all’anno precedente, la sicurezza del Paese mediorientale continua ad essere minacciata da diversi gruppi terroristici, attivi sia a livello nazionale sia lungo i suoi confini.

In tale cornice, tra gli ultimi episodi verificatisi nel Paese, il 6 novembre 2019, 8 persone sono rimaste ferite nel sito archeologico giordano di Jerash, a Nord della capitale Amman. Si è trattato, tuttavia, di un episodio di accoltellamento, il cui responsabile è stato arrestato ed identificato poco dopo l’accaduto.

Il Global Terrorism Index 2019 dell’Institute for Economics and Peace ha inserito la Giordania al 64esimo posto tra i 138 Paesi analizzati per l’impatto del terrorismo, con un indice pari a 3,091 su 10. I principali gruppi terroristici che operano in Giordania sono gli stessi attivi in Siria, tra cui ISIS e Jabath al-Nusra. Il 5 marzo 2019, la NATO e l’Onu hanno lanciato una partnership per rafforzare le capacità della Giordania nella gestione della minaccia terroristica, firmando un memorandum di intesa.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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