Emiro del Qatar in Iran: promuovere il dialogo e la de-escalation

Pubblicato il 13 gennaio 2020 alle 6:30 in Iran Qatar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, si è recato in Iran, il 12 gennaio, dove ha incontrato il presidente Hassan Rouhani, in un clima particolarmente teso a livello regionale ed internazionale.

Nel corso della conferenza stampa tenutasi a margine dell’incontro, l’emiro qatariota ha evidenziato come la regione mediorientale stia vivendo attualmente un momento delicato, a seguito delle recenti tensioni che vedono come protagonisti soprattutto Washington e Teheran. Di fronte a tale scenario, ha affermato al-Thani, è necessario intraprendere la strada del dialogo e della de-escalation, ora più che mai necessari per risolvere le crisi nate a livello regionale ed internazionale.

Teheran, ha aggiunto l’emiro qatariota, è stata di particolare aiuto per il Qatar allo scoppio della cosiddetta “crisi del Golfo”, il 5 giugno 2017. In tale data, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein ed Egitto hanno imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar, ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarini dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura dell’emittente televisiva.

Secondo quanto riferito dall’emiro, l’Iran ha, invece, supportato Doha, offrendole altresì rotte terrestri ed aeree, fondamentali in una fase di isolamento. Nel corso dell’incontro del 12 gennaio, le due parti si sono dette concorde sulla necessità di promuovere un clima di de-escalation, considerata l’unica soluzione plausibile. A detta di al-Thani, Teheran rappresenta un partner chiave con cui cooperare per garantire sicurezza a livello regionale, ed in cui il Qatar ha sempre visto saggezza.

Oltre alle questioni di carattere regionale ed internazionale, al-Thani e Rouhani hanno altresì discusso delle relazioni bilaterali tra i due Paesi e delle modalità per promuoverle e migliorarle ulteriormente. A tal proposito, il presidente iraniano ha affermato che il proprio Paese è pronto a compiere nuovi passi in avanti nelle relazioni economiche e commerciali con il Qatar, il quale rappresenta una base rilevante, da un grande potenziale su cui investire. Rouhani ha poi fatto riferimento ai progressi compiuti dall’Iran in vari settori della scienza e della tecnologia, e si è detto disposto a trasferire esperienza e conoscenza verso il partner qatariota, anche attraverso la creazione di una commissione congiunta che avrà lo scopo di promuovere la cooperazione tra le due parti in diversi campi.

Non da ultimo, il capo di Stato iraniano ha sottolineato che l’asse Doha-Teheran riveste un ruolo chiave anche nel garantire sicurezza e stabilità nella regione. A tal proposito, è stato fatto riferimento all’iniziativa Hormuz Peace Endeavour (HOPE), proposta alle Nazioni Unite nel mese di settembre 2019, il cui obiettivo è promuovere la sicurezza del Golfo Arabo e dello Stretto di Hormuz.

L’emiro qatariota rappresenta il primo leader ad essersi recato in Iran dopo l’uccisione del generale a capo della Quds Force, Qassem Soleimani, del 3 gennaio, a seguito di un raid aereo ordinato dagli Stati Uniti. Tale episodio è al centro di frizioni ed episodi che hanno alimentato ulteriormente un clima di tensione tra Washington e Teheran. Il Qatar è vicino agli Stati Uniti ma ha anche forti legami con l’Iran, con cui condivide il più grande giacimento di gas al mondo. Il 5 giugno 2019, a due anni esatto dall’inizio della crisi del Golfo, al-Thani e Rouhani avevano nuovamente evidenziato l’importanza del dialogo e la volontà di collaborare.

Negli ultimi tempi, Kuwait, Oman e Stati Uniti hanno provato a favorire uno scioglimento della crisi del Golfo. Non da ultimo, il 13 gennaio 2019, il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, si è recato a Doha ed ha evidenziato l’importanza di superare la questione per salvaguardare l’integrità ed il ruolo dell’Alleanza Strategica in Medio Oriente (Mesa). Quest’ultima consiste in un patto politico-militare, chiamato anche “NATO araba”, proposto per la prima volta il 20 maggio 2017 dal presidente della Casa Bianca con l’obiettivo di favorire una maggiore sicurezza e stabilità nella regione, alla luce della crescente minaccia iraniana.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.