Iraq: una nuove base militare colpita, 4 feriti

Pubblicato il 12 gennaio 2020 alle 18:26 in Iraq Medio Oriente

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Sette bombe da mortaio hanno colpito nuovamente una base aerea irachena, il 12 gennaio.

Secondo quanto riferito da Reuters, si tratta della base aerea di Balad, situata a 80 km a Nord di Baghdad, ospitante forze statunitensi. A detta di fonti militari, gli esplosivi sono precipitati nella pista interna alla base e sono 4 i soldati iracheni rimasti feriti a seguito dell’attacco. Le medesime fonti hanno dichiarato che la maggior parte degli aviatori statunitensi presenti nella base erano già andati via prima dell’ultimo attacco, a seguito del clima di tensione acuitosi nell’ultimo periodo. Tuttavia, non sono presenti al momento ulteriori informazioni riguardo l’accaduto.

Il quadro delle recenti tensioni comprende l’episodio dell’8 gennaio, data in cui l’Iran ha attaccato due basi irachene, che ospitano truppe statunitensi, con una raffica di missili. Le due basi colpite si trovano una nel governatorato settentrionale di Erbil, mentre l’altra nella provincia di Anbar, nell’Iraq occidentale. 

In tale occasione, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha affermato, tramite una dichiarazione su Telegram, che si è trattato dell’inizio di una “vendetta spietata”, volta a vendicare la morte del generale Qassem Soleimani, a capo della Quds Force. Questa è avvenuta il 3 gennaio, a seguito di un raid aereo ordinato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, contro l’aeroporto internazionale di Baghdad.

Precedentemente, il 27 dicembre, un attacco missilistico contro una base militare irachena aveva causato la morte di un civile statunitense, che si trovava nella struttura per lavoro. Il 29 dicembre, poi, l’esercito statunitense ha condotto attacchi aerei di ritorsione contro le basi delle milizie delle Brigate di Hezbollah situate in Siria e in Iraq. Le cosiddette “Brigate di Hezbollah” sono un gruppo paramilitare sciita iracheno, noto altresì con il nome di Kataib, supportato dall’Iran. A tali episodi hanno fatto seguito due giorni di sconvolgimenti presso l’ambasciata statunitense a Baghdad, situata nella cosiddetta Green Zone.

  

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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