Grecia, immigrazione: 12 richiedenti asilo morti nel Mar Ionio

Pubblicato il 11 gennaio 2020 alle 19:00 in Grecia Immigrazione

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Almeno 12 migranti sono morti, sabato 11 gennaio, dopo che un barcone è affondato nel Mar Ionio, a largo dell’isola greca di Paxos.

Secondo quanto riferito dalla Guardia Costiera greca, erano circa 50 i richiedenti asilo a bordo del barcone, i quali stavano cercando di raggiungere le coste italiane, prima che l’imbarcazione cominciasse ad essere inondata. Fino ad ora, sono 12 i corpi recuperati, hanno spiegato le autorità greche, le quali hanno altresì affermato che 21 persone sono state tratte in salvo. Tre dei migranti soccorsi sono stati trasportati in aereo ad Aktio, nella Grecia occidentale, per ricevere cure mediche. Tuttavia, le operazioni sono ancora in corso e si attendono aggiornamenti. La Guardia Costiera greca ha infine riferito che le operazioni di salvataggio hanno visto a lavoro sei pattuglie e due elicotteri della Marina, cui si sono aggiunte quattro navi mercantili di passaggio.

Con la chiusura dei confini lungo la cosiddetta rotta dei rifugiati dei Balcani, numerosi richiedenti asilo in Grecia stanno cercando rotte clandestine per lasciare il Paese e raggiungere l’Europa occidentale, dirigendosi altresì verso i percorsi montuosi dell’Albania o nelle acque vicine, diretti verso l’Italia. La Grecia, dal canto suo, nel 2019, è ritornata ad essere una delle porte principali verso l’Europa per migranti e rifugiati. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, la UN Refugee Agency (UNHCR), ha registrato oltre 55.000 arrivi via mare e oltre 14.000 attraverso il confine terrestre con la Turchia. Tali dati sono stati altresì confermati dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e delle autorità nazionali di Atene, secondo cui, dall’1 gennaio al 27 novembre 2019, nel Paese sono arrivati via mare 55.571 migranti, ovvero 26.154 in più dello stesso periodo dell’anno precedente, il 2018.

In tale quadro, il nuovo governo conservatore greco sta provando a gestire centinaia di nuovi arrivi di richiedenti asilo ogni giorno, provenienti prevalentemente dalle coste della vicina Turchia. Tuttavia, i campi profughi risultano essere ancora sovraffollati. Attualmente, ci sono più di 41.000 persone che sostano nei campi appositamente realizzati sulle isole greche di Lesbos o Samos. Secondo il governo greco, si tratta del numero più alto da quando il patto UE-Turchia sui rifugiati è entrato in vigore, nel 2016.

Parallelamente, sono migliaia i migranti ed i rifugiati morti negli ultimi anni nel tentativo di attraversare il Mediterraneo a bordo di imbarcazioni sovraffollate. A detta dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, nelle prime settimane del mese di gennaio 2020 almeno 22 persone sono decedute o disperse. La Guardia Costiera greca ha invece riferito che solo tra il 10 e l’11 gennaio, 73 persone sono state tratte in salvo, in incidenti separati.

Secondo le stime dell’UNHCR, nel mese di dicembre 2019, sono giunti in Europa via mare e via terra 9.641 migranti. Dall’inizio dell’anno, invece, sono sbarcati nel continente europeo complessivamente 101.161 stranieri. Il Paese che ha accolto il maggior numero di migranti, al momento, risulta essere la Grecia, con oltre 74.000 sbarchi, seguita dalla Spagna, con oltre 31.000 sbarchi, Italia, Malta, con 3.309 sbarchi, e Cipro, con 1.664 sbarchi. Il numero dei morti nel 2019, invece, è ammontato a 1.277. Tali cifre segnano una diminuzione, soprattutto in termini di sbarchi, rispetto alle cifre dello stesso periodo del 2018, quando arrivarono nei porti europei circa 141.472 stranieri e morirono in mare 2.277 persone.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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