Albania: premier denuncia le colpe dell’Iran

Pubblicato il 11 gennaio 2020 alle 6:56 in Albania Iran

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Il premier albanese, Edi Rama, ha denunciato gli “atti dolosi” compiuti dall’Iran in Albania.

È quanto rivelato da Al Arabiya English, il quale ha raccolto le dichiarazioni di Rama rilasciate in risposta alle parole del Leader Supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei.

Nello specifico, rivela il quotidiano, Rama ha denunciato la “cieca brutalità” e la “cattiva condotta” dell’Iran, dopo che, poche ore dopo l’attacco iraniano contro due basi americane in Iraq dell’8 gennaio, il leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, aveva implicitamente accusato l’Albania di aver cospirato con gli Stati Uniti contro i vertici iraniani.

Più nel dettaglio, Khamenei aveva dichiarato di essere stato informato del fatto che cittadini americani e iraniani si erano riuniti in un piccolo Paese europeo per organizzare le proteste di cui l’Iran era stato teatro dal 15 al 18 novembre scorso e che hanno portato, secondo Amnesty International, alla morte di almeno 304 persone.

Sebbene l’Albania non sia stata esplicitamente nominata dall’Ayatollah, i vertici del Paese balcanico si sono sentiti chiamare in causa dal Leader Supremo dell’Iran, data la presenza nel territorio albanese di un numero elevato di rifugiati iraniani. Tra questi risultano esservi anche i membri del Mujahideen-e-Khalq (MEK), circa 2.500 secondo The Associated Press, i quali, spiega Al Arabiya English, sono scappati dalla persecuzione dell’Iran e, tra il 2013 e il 2016, hanno trovato rifugio in Albania, come previsto da un programma delle Nazioni Unite.

Il MEK è una organizzazione che, fino al 2012, è stata designata terrorista dal Dipartimento di Stato americano, mentre ancora oggi rimane bandita in Iran. L’organizzazione mira al rovesciamento del governo iraniano e, secondo quanto riportato da TOP Channel, i circa 2.500 membri del MEK rifugiati in Albania si trovano in un apposito centro, dotato delle massime condizioni di sicurezza, a Manez, frazione del comune di Durazzo, e a Tirana. In aggiunta, ulteriori membri del gruppo risultano essere anche in altri Paesi europei.

In merito alla presenza del MEK in Albania, il premier albanese ha dichiarato che Tirana ha offerto un rifugio ai “cosiddetti traditori che Khamenei voleva uccidere”. L’arrivo dei membri del MEK in Albania, ha aggiunto il premier di Tirana, è stato coordinato con gli Stati Uniti, ma ha rappresentato una operazione umanitaria e non politica. Nello specifico, Rama ha dichiarato che la scelta di ospitare coloro che fanno parte del MEK è stata basata su un accordo raggiunto con gli Stati Uniti che non si basa su “missili e bombe” ma sull’assicurare un rifugio ai militanti del MEK “che sono minacciati da un regime dittatoriale”.

In tale contesto, Rama ha commentato le parole di Khamenei quali “ulteriore esempio della cieca brutalità del regime di Teheran”, il quale è stato inoltre accusato di “brutale dittatura” per aver pianificato “attività dolose sul suolo albanese”.

Tali parole possono far riferimento a quanto avvenuto lo scorso 23 ottobre, quando il Mujahideen-e-Khalq era stato al centro di una operazione della polizia albanese, la quale aveva annunciato di aver identificato diversi membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana che avevano avviato una “cellula attiva terroristica” in Albania per colpire i membri del MEK che si trovavano sul suolo Albanese.

In tale clima, in riferimento alla possibilità che Teheran possa attaccare Tirana, Rama ha dichiarato di “aspettarsi di tutto”, dati anche i rapporti tra i due Paesi che, al momento, secondo il premier albanese, sono “ai minimi storici”.

In aggiunta, Rama ha dichiarato che l’Albania sostiene fermamente gli Stati Uniti e i loro alleati regionali nel contrasto all’Iran, nella speranza che Teheran decida di optare “per la pace e il rispetto degli altri, anziché sulle attività dolose e sulle minacce, oltre che sulla sofferenza inflitta alla propria popolazione”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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