Tensioni tra Iran e Albania: parlano i membri del MEK

Pubblicato il 10 gennaio 2020 alle 16:30 in Albania Iran

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I membri del Mujahideen-e-Khalq (MEK) che hanno trovato protezione in Albania hanno dichiarato di sentirsi al sicuro nonostante le minacce dell’Iran.

È quanto rivelato dal portale di notizie albanese TOP Channel, il quale ha avuto modo di intervistare un consulente legale informato sulla vicenda, Bahzat Saffari.

Nello specifico, TOP Channel rivela che i circa 2.500 membri del MEK rifugiati in Albania si trovano in un apposito centro, dotato delle massime condizioni di sicurezza, a Manez, frazione del comune di Durazzo, e a Tirana.

Stando alle rivelazioni dei membri dell’organizzazione, però, nonostante ciò i membri del MEK lamentano di essere spesso vittime di tentati attacchi da parte di “agenti inviati dal regime iraniano, i quali si fingono parenti o giornalisti”.

Gli agenti inviati dall’Iran, secondo quanto dichiarato da Saffari, pedinano i membri del MEK in Albania, con l’intento di ucciderli. Tuttavia, in base alle dichiarazioni del consulente legale, ciò può accadere anche in altri Paesi europei, dal momento che i membri del MEK non hanno trovato rifugio soltanto in Albania, ma si trovano anche in altri Stati d’Europa.

In tale contesto, Saffari ha dichiarato che l’unico modo per rimanere al sicuro consiste nel dimostrare la propria determinazione contro il regime iraniano. È in linea con tale strategia che, ricorda il consulente legale, l’Albania ha espulso l’ambasciatore iraniano nel 2018.

Nello specifico, BBC rivela che il 20 dicembre 2018 il governo di Tirana aveva espulso l’ambasciatore iraniano in Albania, Gholamhossein Mohammadnia, e un secondo diplomatico con l’accusa di costituire una minaccia per la sicurezza del Paese. A tale riguardo, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva dichiarato che i due individui stavano pianificando attentati terroristici nel Paese. Anche all’epoca dell’espulsione dei funzionari diplomatici, un report albanese non ufficiale aveva fatto emergere il collegamento tra il provvedimento adottato dal governo di Tirana e la presenza di oltre 2.000 membri del MEK su suolo albanese.

Il MEK è una organizzazione che, fino al 2012, è stata designata terrorista dal Dipartimento di Stato americano, mentre ancora oggi rimane bandita in Iran. L’organizzazione mira al rovesciamento del governo iraniano.  Lo scorso 23 ottobre, il Mujahideen-e-Khalq era stato al centro di una operazione della polizia albanese, la quale aveva annunciato di aver identificato diversi membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana che avevano avviato una “cellula attiva terroristica” in Albania per colpire i membri del MEK che si trovavano sul suolo Albanese.

Poche ore dopo l’attacco iraniano contro due basi americane in Iraq dell’8 gennaio, inoltre, il leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, aveva implicitamente accusato l’Albania di aver cospirato con gli Stati Uniti contro i vertici iraniani. Nello specifico, Khamenei aveva dichiarato di sapere che cittadini americani e iraniani si erano riuniti in un piccolo Paese europeo per organizzare le proteste di cui l’Iran era stato teatro dal 15 al 18 novembre scorso e che hanno portato, secondo Amnesty International, alla morte di almeno 304 persone.

Sebbene l’Albania non sia stata esplicitamente nominata dall’Ayatollah, i vertici del Paese balcanico si sono sentiti chiamare in causa dal Leader Supremo dell’Iran. Nello specifico, il premier dell’Albania, Edi Rama, ha dichiarato che la scelta di ospitare coloro che fanno parte del MEK è stata basata su un accordo raggiunto con gli Stati Uniti che prevede l’accoglienza di un gruppo di persone “la cui vita risulta in pericolo”. In aggiunta, Rama ha specificato che l’alleanza tra Albania e Stati Uniti non si basa su “missili e bombe” ma sull’assicurare un rifugio ai militanti del MEK “che sono minacciati da un regime dittatoriale”.

Su tale vicenda, Al Arabiya English ha inoltre riportato, il 10 gennaio, ulteriori dichiarazioni rilasciate da Rama, il quale ha aggiunto che dopo aver scoperto le “attività maligne” condotte dai diplomatici iraniani in seguito espulsi, le relazioni tra Albania e Iran sono “ai minimi storici”. Per tale ragione, in riferimento alla possibilità che Teheran possa attaccare Tirana, Rama ha dichiarato di “aspettarsi di tutto”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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