Siria: 8 iracheni filoiraniani morti al confine

Pubblicato il 10 gennaio 2020 alle 9:01 in Iraq Siria

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Otto membri delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene (PMF) sono morti a seguito di un attacco perpetrato al confine siro-iracheno. A riferirlo, venerdì 10 gennaio, l’Osservatorio Siriano per i diritti umani.

Secondo quanto riportato, l’attacco è stato condotto da droni di provenienza sconosciuta, i quali hanno agito nella notte tra il 9 ed il 10 gennaio, contro depositi di munizioni e veicoli appartenenti alle milizie irachene filoiraniane situate nell’area di Al Bukamal, nell’Est della Siria, nei pressi del confine con l’Iraq. Tali droni, è stato dichiarato, avevano sorvolato in precedenza l’area con il fine di monitorare i movimenti delle milizie.

Un’organizzazione locale che fornisce resoconti e notizie sugli episodi che hanno luogo al confine, Deir ez-Zor 24, ha confermato l’accaduto, specificando che gli obiettivo colpiti sono stati costituiti in prevalenza da camion che trasportavano armi e depositi di missili balistici. Inoltre, l’attacco ha causato una “grande esplosione”, percepita lungo tutto il confine.

In tale quadro, l’Osservatorio Siriano ha poi riferito che il presidente russo, Vladimir Putin, ha riferito al presidente del regime siriano, Bashar Al-Assad, dell’intenzione di Washington di chiudere la strada Teheran-Beirut che attraversa proprio Al Bukamal. La decisione fa seguito agli episodi delle ultime settimane, tra cui l’attacco ordinato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, contro l’aeroporto di Baghdad, il 3 gennaio scorso, che ha causato la morte del generale a capo della Quds Force, Qassem Soleimani, e del vicecomandante delle PMF, Abu Mahdi al-Muhandis. In segno di vendetta, Teheran ha attaccato, l’8 gennaio, due basi in Iraq che ospitano truppe statunitensi con una raffica di missili.

Al-Bukamal, negli ultimi tempi, ha assistito più volte ad attacchi condotti con droni. In diversi casi, Israele è stato ritenuto responsabile. Molti ritengono, inoltre, che tale area venga impiegata dall’Iran per il commercio illegale di armi verso la Siria e il Libano. A seguito della morte di Soleimani, parte delle milizie filoiraniane presenti nell’area si sono allontanate, dirigendosi verso nuove postazioni nei pressi della riva dell’Eufrate, nell’area rurale di Deir ez-Zor.

Le Forze di mobilitazione popolare sono un’organizzazione parastatale e paramilitare supportata dall’Iran e addestrata dalle milizie sciite. Formalmente dipendono dal primo ministro iracheno, ma sono separate e indipendenti dai corpi militari e di polizia nazionali. Questa organizzazione si è costituita nel giugno 2014, in seguito alla richiesta dell’ayatollah iracheno Ali Al-Sistani di una mobilitazione nazionale contro lo Stato Islamico. Le Unità di mobilitazione sono composte principalmente da musulmani sciiti, tuttavia sono presenti nel gruppo anche sunniti, cristiani e yazidi.

Soleimani ha più volte combattuto a fianco delle truppe del presidente siriano Assad, impegnate in un perdurante conflitto civile, iniziato il 15 marzo 2011, e che vede l’esercito siriano scontrarsi con i ribelli, dissidenti del regime.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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