Regno Unito: approvato il “Brexit Bill” di Boris Johnson

Pubblicato il 10 gennaio 2020 alle 17:27 in Europa UK

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Il “Brexit Bill” del primo ministro, Boris Johnson, è stato approvato dalla Camera dei Comuni, portando il Regno Unito sempre più vicino all’uscita dall’Unione Europea. 

Johnson aveva ottenuto la prima approvazione della sua proposta di accordo per la Brexit in Parlamento, il 20 dicembre scorso. Il voto dell’8 gennaio rappresenta un nuovo passo verso l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, che Johnson, nel corso della sua ultima campagna elettorale, ha promesso di portare a termine entro il 31 gennaio. La Camera dei Comuni ha approvato l’accordo con 330 voti a favore e 231 contro. 

La nuova approvazione consente al primo ministro britannico di superare una delle crisi politiche più profonde degli ultimi decenni nel Regno Unito, mettendo fine ai timori di un’uscita disordinata e al blocco parlamentare che aveva caratterizzato il mandato della precedente premier, Theresa May. “È tempo di completare la Brexit. Questo disegno di legge lo fa ”, ha dichiarato il ministro della Brexit, Stephen Barclay, ai deputati, riassumendo ore di dibattito parlamentare. La legislazione passerà ora alla Camera Alta del Parlamento e dovrebbe diventare legge nelle prossime settimane, dopo l’approvazione reale. 

Tuttavia, l’Unione Europea non si è detta disposta a siglare un accordo commerciale con un vicino economicamente potente senza solide disposizioni per garantire una concorrenza leale. Le richieste del blocco europeo si concentrano sugli standard ambientali e del lavoro, nonché sulle norme riguardanti gli aiuti statali alle imprese. Il fine ultimo è far sì che la Gran Bretagna non sia in grado di offrire prodotti sul mercato unico europeo a prezzi eccessivamente bassi. Il leader laburista dell’opposizione, Jeremy Corbyn, ha definito l’accordo di uscita come “terribile” e ha ribadito che il suo partito non lo avrebbe appoggiato. Nel suo discorso di fine anno, del 31 dicembre, Corbyn ha ribadito che il suo partito, il partito laburista, continuerà ad opporsi a Johnson, nonostante la sconfitta subita in precedenza.

L’ampia maggioranza ottenuta dal partito di Johnson nelle elezioni generali del 13 dicembre ammonta a ben 80 seggi e fornisce al governo conservatore una grande flessibilità in ambito legislativo. Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che non vede l’ora di proseguire la stretta collaborazione e la negoziazione di un “ambizioso” accordo di libero scambio tra Regno Unito e Stati Uniti. Se Londra e Bruxelles non riuscissero a trovare un accordo e il periodo di transizione non fosse prolungato, gli scambi tra Gran Bretagna e i Paesi europei sarebbero più onerosi per le imprese e seguirebbero le condizioni dettate dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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