Niger: sospetto attentato islamista uccide 89 soldati

Pubblicato il 10 gennaio 2020 alle 13:00 in Africa Niger

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Il governo del Niger ha riferito che un attentato contro una postazione dell’esercito nazionale ha causato la morte di 89 soldati, giovedì 9 gennaio. Le autorità sospettano che l’attacco sia stato effettuato da gruppi islamisti affiliati all’ISIS. Sebbene alcune fonti iniziali avessero parlato di 25 morti, il bilancio delle vittime è salito, il 12 gennaio, a 89.

L’assalto si è verificato a Chinagodrar, una città situata circa 200 km a Nord della capitale, Niamey. In tale area, l’esercito nigeriano si sta scontrando con alcuni gruppi islamisti, legati ad Al-Qaeda e allo Stato Islamico, che controllano il territorio settentrionale del Paese e cercano di ricacciare le forze armate nazionali oltre la frontiera occidentale con il Mali. Nonostante gli sforzi di una coalizione internazionale di Paesi africani per fermarli, gli attacchi in Niger continuano ad aumentare, con un bilancio delle vittime sempre maggiore. 

L’11 dicembre, si è verificato l’assalto più letale nell’area. Un attacco contro una base militare della regione occidentale aveva provocato la morte di 71 soldati nigerini. “Siamo in guerra. Stiamo conducendo questa guerra per una giusta causa, per la difesa della nostra nazione e per l’integrità del nostro territorio. Ed è per questo che la vinceremo, se Dio voglia, in qualsiasi momento”, aveva dichiarato il presidente Mahamadou Issoufou. I leader di Burkina Faso, Mali, Niger, Ciad e Mauritania hanno tenuto un summit a Niamey, il 15 dicembre, per promuovere una maggiore cooperazione regionale e un più concreto supporto internazionale nella lotta contro il terrorismo. Inoltre, il presidente francese Emmanuel Macron si è recato in Niger, il 22 dicembre, per definire chiaramente gli obiettivi di sicurezza che è necessario raggiungere nell’area del Sahel nei mesi successivi. 

Il Niger, Paese africano localizzato nell’area centrale del Sahel, è divenuto negli ultimi anni teatro di attacchi terroristici di matrice islamista sempre più frequenti. Per comprendere perché Niamey sia così esposta al terrorismo, occorre ricordare che, da quasi 60 anni, il Paese vive una situazione di instabilità economica, politica e sociale. Il 3 agosto 1960, il Niger si è reso indipendente dal dominio coloniale francese e, da allora, la strategia adottata dai governi nazionali si è concentrata sulla modernizzazione dell’economia, puntando, in particolare, sullo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie. Nonostante gli sforzi, il Niger continua a essere uno dei Paesi più poveri del mondo, secondo le Nazioni Unite. 

Inoltre, dal momento che i confini del Niger sono scarsamente controllati, vengono attraversati facilmente dai gruppi terroristici. Le aree di frontiera tra Niger, Burkina Faso e Mali sono particolarmente pericolose e sono spesso teatro di attacchi da parte di gruppi estremisti. Il Country Report on Terrorism 2018 riferisce che, nello specifico, in Niger sono attive organizzazioni estremiste come Boko Haram, il Movimento per l’Unicità e il Jihad nell’Africa occidentale (MUJAO), l’ISIS del Grande Sahara (ISIS-GS), ISIS dell’Africa occidentale (ISIS-WA), Jama’at al-Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e l’affiliato Fronte di Liberazione Macina. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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