Nicaragua: rottura tra le forze di opposizione a Ortega

Pubblicato il 10 gennaio 2020 alle 6:20 in America Latina America centrale e Caraibi

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L’opposizione nicaraguense ha rotto il fronte comune contro il governo sandinista di Daniel Ortrga. L’unità è durata 15 mesi. Nell’ottobre 2018 le due grandi correnti di opposizione al presidente Daniel Ortega avevano annunciato che si erano unite per resistere a Ortega formando una grande coalizione. L’idea era di esercitare pressioni sul sandinismo affinché riprendesse il dialogo e anticipasse le elezioni nel paese scosso da proteste sin dall’aprile precedente. Ben presto, tuttavia, sono emerse differenze tra Alianza Civica, che tra le sue fila riunisce numerosi imprenditori e Unidad  Nacional Azul y Blanco (UNAB), composta da decine di organizzazioni della società civile. Quest’ultima ha lanciato un appello per uno sciopero nazionale generale, per ulteriori azioni di piazza e ha tenuto un discorso contro le élite. Alianza Civica è più propensa a mantenere la pressione diplomatica internazionale per chiedere riforme al presidente Daniel Ortega. Alla fine, come un matrimonio nato male, entrambe le coalizioni hanno annunciato la loro separazione, offrendo un’insperata tregua ad un Ortega in difficoltà per le sanzioni che Stati Uniti, Unione Europea e alcuni paesi sudamericani hanno imposto contro il suo governo.

I rappresentanti dell’UNAB e dell’Alianza spiegano che si tratta di una “separazione amichevole” e che, paradossalmente, continueranno a lavorare per raggiungere l’unità contro Ortega, ma ognuno per conto proprio. Dopo quasi due anni di crisi, molti nicaraguensi considerano la rottura del fronte oppositore come un tradimento, perché vedono i membri di entrambe le organizzazioni più concentrati sulla difesa dei loro interessi che a lavorare insieme per risolvere una crisi che in Nicaragua ha provocato 328 morti.

Durante lo scorso anno ci sono state molte critiche interne e pochi progressi nell’unità dell’alleanza anti-sandinista. Dall’UNAB hanno esercitato pressioni su Alianza Civica per convocare uno sciopero a oltranza come una forma di pressione estrema per colpire il governo. I membri di questa organizzazione hannp accusato gli uomini d’affari e le élite economiche mancanza di impegno politico in azioni contro il regime e lamentano che preferiscono mantenere i loro profitti a scapito della democrazia e della libertà del paese

Gli esponenti delle due formazioni offrono spiegazioni diverse alla stampa. “Non è una separazione per cause interne. Si è convenuto di fare questo per definire i ruoli che ognuno deve sviluppare nella grande coalizione di opposizione” – ha detto al quotidiano La Prensa, il più importante del Nicaragua, Violeta Granera, membro dell’UNAB. “La presunta separazione tra l’Alianza Civica estinta e fallita e l’UNAB non è nuova, è sempre esistita, che non si sia voluto renderla pubblica prima è qualcos’altro. Quando i valori non sono condivisi, l’incapacità di unirsi è naturale” – ha scritto l’attivista Yaser Morazán in dichiarazioni raccolte dal sito di informazione indipendente artículo66.com. José Pallais, dell’Alleanza Civica, è stato più specifico nelle dichiarazioni alla rivista Confidencial: “Esiste un percorso stabilito, ci sono impegni presi e documenti negoziati, che sono stati sospesi e non sono avanzati lo scorso dicembre, perché il Consiglio politico dell’UNAB non ha avuto l’autorizzazione della sua Assemblea Generale”.

La separazione, in ogni caso, si verifica in un anno preelettorale, quando l’opposizione deve essere rafforzata se vuole ottenere la vittoria alle elezioni previste per il 2021, contro un Ortega politicamente indebolito dalla crisi, ma che rimane l’uomo forte del Nicaragua.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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