Iraq: Guerini parla con omologo tedesco, Italia sposta le truppe da Baghdad

Pubblicato il 10 gennaio 2020 alle 20:00 in Iraq Italia

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Il ministro della Difesa Italiano, Lorenzo Guerini, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo tedesco, Annegret Kramp Karrenbauer. Nella stessa giornata, l’Italia ha annunciato il completamento del riposizionamento del contingente italiano in Iraq.

È quanto rivelato dal Ministero della Difesa italiano, il quale ha altresì reso noto che la salvaguardia della sicurezza dei militari inviati in Iraq è stato uno degli argomenti al centro del colloquio telefonico avuto con l’omologo tedesco. Nello specifico, riporta il Ministero, Guerini ha avuto modo di discutere con Kramp Karrenbauer degli sviluppi in Iraq, sia in riferimento ai prossimi passaggi da intraprendere, sia alla necessità di non compromettere i risultati finora raggiunti.

In particolare, il Ministero rivela che Guerini ha avuto modo di sottolineare, nel corso del vertice telefonico con l’omologo tedesco, la necessità di riaprire il dialogo. Ciò, ha dichiarato Guerini, potrà anche comportare una ridefinizione del ruolo dei contingenti italiani e tedeschi attivi in Iraq, oltre che della NATO e di Paesi europei più in genere, il cui ruolo potrà essere rafforzato.

Le parole di Guerini si rivelano in linea con quanto dichiarato dal capo della Casa Bianca, Donald Trump, al segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, il giorno precedente. Nello specifico, secondo quanto dichiarato da un portavoce dell’Alleanza, Trump e Stoltenberg concordavano, nel corso del vertice telefonico, sul fatto che la NATO possa fare di più per la stabilità della regione e per la lotta al terrorismo internazionale.

Anche Guerini e Kramp Karrenbauer, si apprende dal Ministero italiano, hanno concordato sulla necessità di non compromettere i risultati finora già raggiunti in materia di stabilità della regione e di contrasto al terrorismo internazionale.

In tale prospettiva si colloca, inoltre, l’importanza, ribadita da entrambi i ministri europei, di non porre fine alle attività addestrative delle forze locali irachene. Tali operazioni, ha dichiarato il Ministero, riprenderanno, in accordo con il governo di Baghdad, non appena saranno migliorate le condizioni di sicurezza.

Al momento, per entrambi i ministri risulta prioritaria la salvaguardia del proprio personale in missione in Iraq.

In linea con ciò, nella stessa giornata lo Stato Maggiore della Difesa ha annunciato il completamento delle operazioni di spostamento del contingente italiano in Iraq. Nello specifico, il Ministero della Difesa ha rivelato che il comandante del contingente italiano in Iraq, il generale Paolo Attilio Fortezza, ha lasciato la base di Baghdad, portando a termine lo spostamento temporaneo dei militari inviati in Iraq.

La decisione di spostare le truppe, ha rivelato il Ministero, è stata presa di concerto con la coalizione internazionale per la lotta all’ISIS.

 La Germania, da parte sua, era stato il primo Paese a decidere di ridurre il numero dei propri militari in Iraq. Già lo scorso 7 gennaio,  il cui Ministero della Difesa, rivela il Guardian, aveva annunciato la “temporanea riduzione” del contingente tedesco attivo nelle basi di Baghdad e di Camp Taji, a Nord della capitale irachena. A tale riguardo, il New York Times specifica che i militari che la Germania ha inviato in Iraq sono circa 120. Di questi, rivela il Washington Post, 35 saranno trasferiti in Giordania e Kuwait, mentre i restanti rimarranno posizionati nella regione curda del Nord del Paese.

Le decisioni sul ritiro o il riposizionamento dei propri contingenti in Iraq annunciate dai Paesi dell’Europa e della NATO giungono in risposta a due avvenimenti. Il primo è stato l’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, avvenuta a Baghdad lo scorso 3 gennaio per mano degli Stati Uniti. Successivamente, i Paesi dell’Europa e della NATO hanno risposto alla reazione dell’Iran, responsabile dell’attacco dell’8 gennaio contro due basi irachene che ospitavano soldati statunitensi. I raid sono avvenuti contro la base di Ain al-Assad, situata nel governatorato occidentale di Al-Anbar, e contro quella di Harir, nel Nord dell’Iraq, nella provincia di Erbil.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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