Venezuela: chi sono gli oppositori dissidenti, chiave dello scontro tra Maduro e Guaidó

Pubblicato il 9 gennaio 2020 alle 6:30 in America Latina Venezuela

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La crisi istituzionale venezuelana sta vivendo un nuovo capitolo dalla scorsa domenica 5 gennaio, quando un deputato dissidente dell’opposizione, Luis Parra, è stato eletto presidente dell’Assemblea nazionale con il sostegno dei parlamentari del Partito Socialista Unificato del Venezuela (PSUV) di Maduro, in una sessione senza quorum e contestata dalle forze d’opposizione che in una contro-sessione hanno rieletto Guaidó alla guida dell’Assemblea.

È assurta così all’onore delle cronache la figura dell’oppositore dissidente. Sono così chiamati in Venezuela quei deputati dell’opposizione a Maduro che non riconoscono Guaidó come loro leader. Sono dunque oppositori al governo chavista, e dissidenti in seno all’opposizione. 

Dietro l’autoproclamato presidente dell’Assemblea nazionale del Venezuela, Luis Parra, c’è un blocco di altri 18 deputati che hanno appoggiato la sua nomina e, sebbene rimangano oppositori al presidente del paese, Nicolás Maduro, hanno smesso di prestare il loro sostegno a Juan Guaidó.

I cinque deputati che compongono l’Ufficio di Presidenza di Parra sono, secondo gli avversari del leader oppositore, il riflesso della perdita della leadership di Juan Guaidó in seno all’opposizione venezuelana. Il gruppo, guidato dallo stesso Luis Parra, ha il supporto di un blocco di 18 deputati che “traggono legittimità” dal tentativo di Guaidó di perpetuarsi come “presidente ad interim” del Venezuela.

La prima sessione dell’anno dell’Assemblea nazionale, tenutasi domenica 5 gennaio, senza quorum e senza che la maggioranza dei parlamentari riuscisse ad accedere all’emiciclo  ha nominato Luis Parra come presidente, Franklin Duarte come primo vice presidente, José Gregorio Noriega come secondo vice presidente e Negal Morales e Alexis Vivenes come segretari. Tutti si autodefiniscono avversari sia di Guaidó sia di Maduro.

Luis Parra è l’oppositore dissidente che ha assunto maggiore importanza dopo la sessione di domenica 5 gennaio. Fino al dicembre 2019 era membro del partito Primero Justicia, un tempo guidato da Henrique Capriles, due volte candidato alla presidenza, sia contro Hugo Chávez sia contro Nicolás Madiro, ma è stato espulso dal gruppo dopo essere stato coinvolto in accuse di corruzione. Nel 2017, Parra era stato candidato al Governatorato di Yaracuy (nord-ovest) dalla coalizione di partiti dell’opposizione Mesa dell’Unità Democratica.

Il suo vice, Franklin Duarte è deputato per lo stato di Táchira. Duarte è stato segretario generale del Comitato indipendente per l’organizzazione politica elettorale (Copei)  fino a martedì 7 gennaio, quando è stato rimosso dopo essersi rifiutato di sostenere Juan Guaidó. Secondo il Copei, la posizione adottata da Duarte non è stata oggetto di consultazione negli organi del partito e risponde a un posizionamento individuale. Prima di entrare a far parte dell’Ufficio di Presidenza guidato da Parra, Duarte ha scritto sul suo account Twitter: “Solo Dio e il tempo ci dimostreranno i giusti”.

José Gregorio Noriega proviene dal partito politico Voluntad Popular, fondato nel 2009 dall’ex sindaco di Chacao e  leader dell’opposizione Leopoldo López. Noriega era stato espulso dalla sua organizzazione nel dicembre 2019, dopo che il suo nome era stato coinvolto in uno scandalo di presunte tangenti per cambiare posizione all’Assemblea Nazionale.

Negal Morales faceva parte del partito Acción Democrática, che il 5 gennaio riferiva che il legislatore si era “autp-escluso” dalla forza politica non sostenendo l’investitura di Guaidó. Il partito lo ha anche accusato di aver partecipato a “strani incontri” con esponenti del chavismo.

Alexis Vivenes, come Noriega, proviene da Voluntad Popular. Dottore di ricerca in chimica, mantiene un profilo molto più basso rispetto agli altri, e finora non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

Altra figura fondamentale, sebbene non integri l’Ufficio di presidenza dell’Assemblea nazionale è José Brito, uno dei deputati più vicini a Parra. Secondo i resoconti è stato proprio Brito ad annunciare che una parte dell’opposizione avrebbe promosso la formula guidata da Parra cercando il sostegno dei deputati del PSUV di Maduro, diventando l’architetto del colpo di mano che ha portato Parra alla contestata presidenza dell’Assemblea nazionale. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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