Putin vola da Erdogan per salvare la stabilità in Medio Oriente e in Libia

Pubblicato il 9 gennaio 2020 alle 9:45 in Russia Turchia

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Vladimir Putin è volato a Istanbul, in occasione dell’inaugurazione del gasdotto Turkish Stream, per incontrare il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan. Putin è arrivato direttamente da Damasco, dove ha incontrato Bashar al-Assad. 

La crisi intensificatasi in Medio Oriente dopo l’omicidio del generale iraniano Qasem Soleimani ha spinto il leader del Cremlino ad assumere la posizione del mediatore, accusando Trump di essere responsabile dell’escalation in corso, ma facendo appello “alla ragione” di Teheran, volando a Damasco per ribadire l’impegno di Mosca a fianco di Assad e infine a Istanbul per appianare le differenze che lo separano da Erdogan nello scacchiere libico.

Un incontro bilaterale definito “importante” sia dal Cremlino sia dalla Presidenza della Repubblica turca, tra il presidente della Federazione russa e Recep Tayyip Erdogan, si è tenuto a margine della presentazione del gasdotto Turkish Stream.

A testimoniare l’importanza data da Mosca al vertice con i turchi, il fatto che, oltre al capo dello stato, fanno parte della delegazione anche il ministro della Difesa Sergej Shoigu, il ministro dell’Energia Aleksandr Novak, il rappresentante speciale per la risoluzione della questione siriana Aleksandr Lavrentev e il direttore generale della compagnia nucleare pubblica Rosatom, Aleksej Likhachev.

Oltre ai rapporti tra i due Paesi, che sia Putin sia Erdogan hanno definito ottimi, al centro delle discussioni tra i due leader ovviamente la situazione estremamente tesa che si è venuta a creare in Medio Oriente.

Il presidente Erdogan, in previsione dell’importante confronto ha fatto sapere di avere intenzione di voler mettere sul tavolo la questione del cessate il fuoco a Idlib e l’adempimento del memorandum tra Russia e Turchia sulla Siria.

Tra gli altri temi toccati dai due presidenti ci sono poi la situazione in Libia, dove il governo di Fayez al-Serraj ha di recente richiesto ad Ankara di intervenire nel conflitto militare contro le forze del generale Khalifa Haftar, sostenute dalla Russia, ma anche l’escalation militare che sta vedendo protagonisti Iran e Stati Uniti in seguito all’assassinio del generale della Guardia Rivoluzionaria Qasem Soleimani.

La Russia e la Turchia si sono dette “preoccupate per l’escalation della tensione tra Stati Uniti e Iran, nonché per le sue conseguenze negative per l’Iraq”. Lo afferma la dichiarazione congiunta dei presidenti della Federazione russa e della Turchia, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, pubblicata mercoledì 8 gennaio sul sito web del Cremlino al termine del vertice di Istanbul. Mosca e Ankara hanno anche dichiarato di considerare l’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani come un atto che “mina la sicurezza e la stabilità nella regione”.

Commentando gli attacchi missilistici iraniani contro basi militari USA in Iraq l’8 gennaio scorso, i leader di Russia e Turchia hanno sottolineato che “L’uso della forza da entrambe le parti non contribuisce alla ricerca di soluzioni ai complessi problemi del Medio Oriente e portano a un nuovo ciclo di instabilità senza soddisfare alcun interesse”.

“Ci siamo sempre opposti interferenze straniere e all’allargamento dei conflitti locali e, a questo proposito, rinnoviamo il nostro impegno a lavorare per una de-escalation della tensione esistente nella regione e sollecitiamo tutte le parti ad agire con moderazione, mostrando buon senso e dando priorità ai mezzi diplomatici” – si legge nella nota congiunta di Putin e Erdogan.

Putin ed Erdogan hanno inoltre annunciato la loro disponibilità ad agire come mediatori per un accordo in Libia. “Nelle attuali condizioni critiche e alla luce degli obiettivi definiti dalle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, abbiamo deciso di prendere l’iniziativa e, come mediatori, invitare tutte le parti in Libia a cessare le ostilità dalle 00:00 del 12 gennaio 2020, dichiarare un cessate il fuoco sostenibile, supportato dalle misure necessarie da prendere per stabilizzare la situazione sul campo, per riportare la normalità della vita quotidiana Tripoli e in altre città e per far sì che tutti possano sedersi al tavolo delle trattative per porre fine alle sofferenze e portare la pace e la prosperità del paese” – si legge ancora nella dichiarazione congiunta.

La Russia e la Turchia, infine, ribadiscono la loro determinazione a combattere il terrorismo e contrastare il separatismo in Siria e si impegnano a continuare a lavorare insieme per una soluzione politica a lungo termine in quel paese.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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