Norvegia pronta ad accogliere 600 richiedenti asilo dal Ruanda

Pubblicato il 9 gennaio 2020 alle 12:26 in Immigrazione Norvegia

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La Norvegia ha dichiarato, mercoledì 8 gennaio, che accoglierà, nel corso del 2020, circa 600 migranti evacuati dai centri di detenzione libici e trasferiti in Ruanda. Tale iniziativa servirà, secondo quanto riferito dalle autorità di Oslo, a scoraggiare il traffico di esseri umani attraverso il Mediterraneo e darà modo ai migranti di raggiungere l’Europa in condizioni di legalità e sicurezza. Il Ruanda, che possiede al suo interno circa 2 milioni di sfollati, ha firmato un accordo con le Nazioni Unite, a settembre 2019, secondo il quale i migranti trattenuti in Libia saranno aiutati dal Paese centrafricano a raggiungere il continente europeo più facilmente. Evacuati in Ruanda, quelli che hanno ricevuto lo status di richiedente asilo potranno accedere alla procedura dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e ottenere tale riconoscimento.

“La Norvegia ha accettato di ricevere tra le 500 e le 600 persone, mentre la Svezia ne ha accolte 7 il mese scorso. Gli altri stanno ancora aspettando”, ha detto il ministro degli Esteri ruandese Vincent Biruta durante una conferenza stampa a Kigali, mercoledì 8 gennaio. In una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, il ministro della Giustizia norvegese, Joeran Kallmyr, ha chiarito che il numero di migranti accolti sarà sicuramente intorno ai 600. Ciò non comporterà nessun aumento della quantità totale di rifugiati che il Paese si era precedentemente impegnato ad accogliere, ha specificato Kallmyr. Come parte di un compromesso siglato lo scorso anno tra i 4 partiti che formano l’attuale coalizione governativa norvegese, il Partito del Progresso, di stampo anti-immigrazione, ha accettato di accogliere nel 2020 un totale di 3.000 rifugiati provenienti da campi gestiti dalle Nazioni Unite. Il ministro Kallmyr fa parte di questo partito. “È importante per me dimostrare che noi non supportiamo i cinici trafficanti di esseri umani, ma al contrario accogliamo le persone che hanno bisogno di protezione in una maniera ordinata e organizzata. Un campo di accoglienza come quello del Ruanda può aiutarci in questo sforzo”, ha detto a Reuters. Lo scorso anno, le Nazioni Unite hanno stimato che circa 4.700 persone si trovavano rinchiuse nei centri di detenzione libici, alcuni dei quali gestiti da milizie o sotto assedio a causa della guerra civile.

Il Ruanda ha accettato di accogliere migliaia di rifugiati e richiedenti asilo africani, tenuti nei centri di detenzione della Libia, in base ad un accordo sottoscritto con l’Unione Africana e con l’UNHCR, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati, il 10 settembre. Il governo ruandese ha accolto all’incirca 30.000 persone in viaggio dalla Libia, ma il flusso è stato distribuito in varie tranche per non mettere in difficoltà il Paese. Le parti hanno siglato un memorandum of understanding ad Addis Abeba, in Etiopia, per definire i vari passaggi del meccanismo di transito. “In base all’accordo, il governo del Ruanda riceverà e fornirà protezione ai rifugiati e ai richiedenti asilo che attualmente sono detenuti nei centri di detenzione in Libia”, ha dichiarato l’UNHCR. I migranti saranno ospitati in un centro di transito ruandese prima di essere trasferiti altrove o, se le condizioni lo permettano, di essere rimpatriati nel proprio Paese di origine.

La firma dell’accordo rappresenta un traguardo importante per il governo di Kigali, che nel 2017 aveva promesso di darsi da fare per cercare di ospitare i migranti africani del Nord Africa. L’impegno era stato poi ribadito dal presidente Paul Kagame dopo la pubblicazione dei report dove si testimoniavano le difficoltà e le condizioni critiche di migliaia di persone del Corno d’Africa rimaste bloccate in Libia in seguito al tentativo, fallito, di raggiungere l’Europa. Qui i migranti venivano altresì “venduti nei moderni mercati degli schiavi”, come sottolineato dal rappresentante dell’UNHCR.

L’ambasciatore ruandese, Hope Tumukunde, ha chiarito che rifugiati e richiedenti asilo saranno fatti alloggiare nelle strutture precedentemente predisposte per i cittadini del Burundi, che nel 2015, avevano lasciato il Paese in seguito alla crisi politica. L’Unione Africana ha lodato la decisione del Ruanda come esempio di un governo africano che si fa avanti per cercare di risolvere i problemi di un continente. I funzionari delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana sperano che altri Paesi del continente seguano l’esempio del Ruanda e offrano assistenza simile.

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Chiara Gentili

di Redazione

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