L’Algeria pronta a modificare la costituzione, pietra miliare di una nuova Repubblica

Pubblicato il 9 gennaio 2020 alle 16:15 in Africa Algeria

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Il capo di Stato dell’Algeria, Abdelmadjid Tebboune, l’8 gennaio, ha conferito al giurista Ahmed Laraba il mandato di formare un comitato di esperti, il quale avrà il compito di proporre modifiche alla costituzione algerina vigente.

Ahmed Larraba è un professore universitario e membro della Commissione di diritto internazionale delle Nazioni Unite. La notizia è stata resa nota dall’agenzia di stampa algerina, in cui viene affermato che il presidente della Repubblica ha preso una decisione che “incarna concretamente una delle promesse più importanti del suo programma elettorale”, nonché una delle principali richieste della popolazione algerina scesa in piazza negli ultimi mesi.

Secondo quanto specificato, la commissione sarà composta da esperti di Diritto a livello nazionale, con competenze riguardanti soprattutto questioni di Diritto costituzionale. Tebboune ha chiarito che, dopo la formazione del comitato, questo redigerà un progetto di emendamento costituzionale entro massimo sei mesi. Una volta completato, le modifiche verranno sottoposte a consultazioni che vedranno la partecipazione di membri sia del panorama politico algerino sia della società civile. Successivamente, in conformità con le procedure costituzionali ancora in vigore, la nuova costituzione dovrà essere presentata in Parlamento e, se il testo verrà approvato, si procederà infine con un referendum popolare.

Tale revisione, per Tebboune, rappresenta una delle priorità del suo mandato alla presidenza dello Stato algerino, ricevuto il 12 dicembre 2019. La costituzione rappresenta, a detta del presidente, la “pietra miliare” di una nuova Repubblica, in cui verranno soddisfatte le aspirazioni della popolazione algerina, espresse nel corso della forte mobilitazione popolare che ha caratterizzato il Paese dal 22 febbraio 2019. Le nuove modifiche dovranno riguardare sette assi principali relativi a diritti e doveri dei cittadini, etica della vita pubblica, lotta contro la corruzione, rafforzamento della separazione e dell’equilibrio dei poteri, maggiore controllo parlamentare, aumento dell’indipendenza della magistratura, promozione della parità tra cittadini di fronte alla legge, consacrazione costituzionale dei meccanismi di organizzazione delle elezioni. L’obiettivo della nuova costituzione, ha altresì affermato Tebboune, sarà la salvaguardia del Paese da tutte le forme di autorità unilaterale, oltre ad una separazione dei poteri e la promozione dei diritti e delle libertà dei cittadini.

Un altro punto che verrà affrontato dalla nuova costituzione sarà la parità di diritti tra cittadini esclusivamente algerini e cittadini con doppia nazionalità. Secondo quanto richiesto dal presidente, questi ultimi dovranno avere anch’essi la possibilità di accedere alle alte cariche di Stato. Una possibilità, questa, fino ad ora negata. In particolare, nel 2017, il Parlamento di Algeri aveva adottato una legge, all’interno dell’articolo 63 della costituzione vigente, in cui venivano definiti 15 incarichi, oltre a quello alla presidenza della Repubblica, che non potevano essere assunti da cittadini “binazionali”.

L’elezione di Tebboune, del 12 dicembre 2019, è giunta in un momento critico per l’Algeria, sconvolta da nove mesi di proteste a livello nazionale. Queste sono iniziate il 22 febbraio, per contrastare la volontà dell’ex presidente, Abdelaziz Bouteflika, di estendere ulteriormente il proprio mandato, durato venti anni. Le richieste degli algerini hanno incluso soprattutto le dimissioni di tutti i “simboli” legati all’ex presidente e il rinnovo dell’élite politica al potere. Anche in seguito alla caduta dell’ex capo di Stato, le proteste sono continuate e i manifestanti si sono riuniti regolarmente nelle piazze per contestare la presa di potere da parte delle forze armate, capeggiate da Ahmed Gaid Salah, generale dell’esercito ritenuto vicino a Bouteflika, deceduto il 23 dicembre.

Nel suo discorso del 19 dicembre, Tebboune si è impegnato a porsi a servizio del Paese per i prossimi cinque anni, e ha dichiarato di voler attuare un vero cambiamento politico nel minor tempo possibile. Tuttavia, oltre ad essere state considerate una “farsa”, le ultime elezioni rappresentano, per gli algerini, un tentativo di imporre un sistema ed un potere simile al precedente. Si pensa altresì che ciò potrebbe portare nuovamente a fenomeni di favoritismo in campo politico e all’ascesa di personalità legate ancora all’ex presidente.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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