Venezuela: Guaidó torna all’Assemblea nazionale e giura come Presidente

Pubblicato il 8 gennaio 2020 alle 12:19 in America Latina Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Tra colpi, cariche della polizia e spintoni, l’opposizione venezuelana è riuscita ad accedere al Palazzo Legislativo di Caracas, sede dell’Assemblea nazionale. Recuperati gli scranni parlamentari, con un accorato “lo giuro!”, Juan Guaidó ha rinnovato la sua posizione di Presidente del Parlamento, con i voti dei deputati dell’opposizione, nonostante il fatto che i militari abbiano cercato di impedire il suo ingresso nell’edificio e persino di tagliare il luce all’interno del Palazzo Legislativo per fermare il suo insediamento. Poco prima, nella stessa camera, l’autoproclamato presidente Luis Parra ha tenuto una sessione senza quorum, prova del caos che sta vivendo il Paese.

Il leader dell’opposizione, che si è proclamato presidente ad interim nel gennaio 2019, una posizione riconosciuta da circa 60 paesi ha promesso di adempiere “per conto del Venezuela, i doveri di Presidente in carica” per cercare un “soluzione alla crisi”. Una volta che i tentativi dei sostenitori di Maduro di evitare la rielezione di Guaidó, i deputati hanno cantato con entusiasmo l’inno nazionale per celebrare la riconquista dell’Assemblea da parte dell’opposizione.

Pochi minuti prima, la polizia aveva cercato di impedire l’accesso sia a Guaido sia ai 100 deputati legati al giovane politico. Poco prima, all’interno della camera, Luis Parra, un oppositore dissidente che domenica scorsa si era proclamato presidente dell’Assemblea nazionale con il sostegno del Partito Socialista Unito del Venezuela, la formazione chavista di Nicolás Maduro, aveva iniziato una sessione senza il quorum necessario per realizzarla, che secondo le regole della Camera, richiede un minimo di 84 deputati. Poco dopo, Guaidó riuscì a entrare nell’edificio e a tenere la propria sessione parlamentare.

Sin dalla mattina del 7 gennaio Guaidó si è riunuito con i cento deputati che avevano votato per la sua rielezione come presidente dell’Assemblea nazionale in una sessione parallela, tenutasi domenica scorsa nella sede quotidiano El Nacional dopo che Parra era stato votato dal chavismo e da oppositori dissidenti senza che le forze di opposizione potessero accedere all’emiciclo.

L’intenzione di questo martedì 7 gennaio era di arrivare tutti insieme all’Assemblea per impedire che entrassero solo alcuni garantendo a Parra un quorum che non ha. Guaidó è giunto in Parlamento in un furgone, accompagnato da numerosi autobus che trasferivano i deputati dell’opposizione, dopo aver viaggiato per circa cinque chilometri attraverso il centro di Caracas, aggirando i picchetti della polizia. Le truppe della Guardia Nazionale gli hanno impedito di attraversare il fianco est dell’edificio. “Questa non è una caserma!”- ha urlato Guaidó ai militari, cercando di oltrepassare il blocco.

Mentre la polizia bloccava l’accesso, Luis Parra ha iniziato la sessione. All’interno c’erano i deputati chavisti e i dissidenti dell’opposizione. Tutti hanno tenuto una sessione accelerata senza il numero di deputati regolamentare e, in forma più testimoniale che reale, hanno affrontato i temi della carenza di benzina e del rilascio dei prigionieri politici. Parra afferma che la sua elezione è legittima e che ha il sostegno di 81 deputati dei 167 membri del Parlamento. Un’elezione che si è tenuta per alzata di mano domenica 5 gennaio senza che nessuno contasse i voti e senza il quorum di 84 deputati presenti.

Solo nel momento in cui Parra terminò la sessione, Guaidó e i suoi sostenitori sono riusciti a entrare nell’Assemblea. Dopo che Guaidó ha cantato l’inno nazionale venezuelano con i suoi sostenitori, al Congresso è stata tagliata la corrente elettrica. I deputati hanno illuminato l’emiciclo con le luci dei loro telefoni cellulari. Quando Guaidó ha lasciato il Parlamento, i membri dei cosiddetti collettivi, gruppi pro-chavisti accusati dall’opposizione di essere il “braccio armato” del governo di Nicolás Maduro, gli hanno lanciato una granata lacrimogena. Il leader dell’opposizione è rimasto illeso.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.