Trump risponde agli attacchi dell’Iran con nuove sanzioni

Pubblicato il 8 gennaio 2020 alle 18:42 in Iran USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato nuove sanzioni economiche contro l’Iran in risposta agli attacchi missilistici dell’8 gennaio e ha assicurato che nessun cittadino statunitense ha perso la vita in tali offensive. 

Il presidente USA ha iniziato il suo primo discorso a seguito degli attacchi iraniani contro obiettivi statunitensi con una frase netta: “Finché sarò presidente degli Stati Uniti, all’Iran non sarà permesso avere un’arma nucleare”. La conferenza, che si è tenuta nel Grand Foyer della Casa Bianca, è durata circa 10 minuti e dietro a Trump erano presenti il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, il segretario alla Difesa, Mark Esper, e 2 ufficiali dell’esercito. 

Tra le prime comunicazioni che Trump ha condiviso c’è stata quella che nessun cittadino statunitense è stato ferito dagli attacchi del regime iraniano dell’8 gennaio. “Non ci sono state vittime. Tutti i nostri soldati sono al sicuro e le nostre basi militari che a loro volta hanno subito solo danni minimi”. Il presidente ha motivato la buona notizia affermando che le forze statunitensi erano allertate e sono preparate a tutto, ma ha anche specificato che le forze armate iraniane sembrano in ritirata. “L’Iran sembra essere in ritirata, il che è una buona cosa per tutte le parti interessate e un’ottima cosa per il mondo”, ha affermato Trump.

Successivamente, il presidente degli Stati Uniti ha criticato l’accordo nucleare iraniano del 2015, noto anche come JCPOA, e lo ha definito disastroso. “L’accordo fornisce all’Iran un percorso chiaro e rapido verso il disastro nucleare. Il Paese deve abbandonare le sue ambizioni nucleari e porre fine al suo sostegno al terrorismo”, ha dichiarato Trump, invitando i propri alleati a uscire a loro volta da tale intesa. “Dobbiamo lavorare tutti insieme per fare un accordo con l’Iran che renda il mondo un posto più sicuro e più pacifico”, ha aggiunto il presidente USA.

Trump ha poi affermato che da quando è entrato in carica gli Stati Uniti hanno finalmente raggiunto l’indipendenza energetica. “Ora siamo il primo produttore di petrolio e gas naturale in qualsiasi parte del mondo. Siamo indipendenti e non abbiamo bisogno del petrolio del Medio Oriente”. Tuttavia, secondo quanto riferisce il Financial Times, anche se le esportazioni nette mostrano un calo della dipendenza degli USA dalle importazioni di petrolio, il Paese continua ad acquistare greggio da altre nazioni, prevalentemente per soddisfare le esigenze delle proprie raffinerie. Tale industria, negli Stati Uniti è generalmente configurata per elaborare greggio più pesante di quello nazionale, come quello importato, ad esempio, dall’Arabia Saudita. 

Infine, Trump ha concluso le sue osservazioni dell’8 gennaio sulla crisi iraniana con un messaggio al popolo iraniano: “Per il popolo e i leader dell’Iran, vogliamo che abbiate un futuro e un grande futuro, uno che meritate”, ha affermato Trump. “Uno di prosperità in patria e armonia con le nazioni del mondo. Gli Stati Uniti sono pronti ad abbracciare la pace con tutti coloro che la cercano”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti, che non ha accettato di rispondere alle domande e ha immediatamente lasciato la stanza. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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