Di Maio in Turchia: cosa è successo al vertice con Cavusoglu

Pubblicato il 8 gennaio 2020 alle 20:30 in Italia Turchia

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Il ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato in Turchia per incontrare il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu.

È quanto annunciato dal Ministero degli Esteri di Roma, il quale ha altresì aggiunto che al centro dei colloqui vi è stato il dossier libico.

In aggiunta, secondo quanto integrato dal Ministero degli Esteri turco, ripreso da Anadolu, la prima visita in Turchia di Di Maio ha toccato anche il tema delle relazioni bilaterali e delle problematiche sia regionali che globali.

Al termine del vertice, secondo quanto rivelato dal Ministero degli Esteri della Turchia, Cavusoglu si è detto positivo in merito all’incontro con Di Maio, con il quale, ha aggiunto il Ministero, la Turchia ha concordato il miglioramento delle relazioni in molteplici settori.

Il vertice con Cavusoglu è giunto nella stessa giornata dell’incontro, tenutosi a Bruxelles, tra  i ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania e Regno Unito e l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Josep Borrell.

Al termine dell’incontro tra Borrell e i ministri degli Esteri dei 4 Paesi, il Servizio di Azione Esterna dell’UE ha rilasciato una dichiarazione ufficiale congiunta, con la quale gli attori coinvolti hanno confermato il proprio impegno a terminare nell’immediato il conflitto nei dintorni di Tripoli e nel resto del Paese. In aggiunta, secondo quanto dichiarato, i sogetti coinvolti hanno ribadito come non possa esistere una soluzione al conflitto libico che non sia politica, dal momento che un ulteriore conflitto porterebbe all’aumento della povertà e aggraverebbe l’instabilità del Paese e della regione, anche in riferimento alla minaccia terroristica. Per tale ragione, ha sottolineato Stano, un cessate il fuoco immediato si rivela cruciale.

In aggiunta, i 5 Paesi e l’UE hanno sottolineato la necessità del pieno rispetto dell’embargo di armi delle Nazioni Unite, e dell’importanza di trattenersi dal portare avanti azioni unilaterali e dal siglare accordi in grado di esacerbare ulteriormente il conflitto.

Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno infine ribadito il proprio sostegno alla Conferenza di Berlino e alla mediazione delle Nazioni Unite, le quali puntano alla distribuzione del benessere in modo equo, oltre che alla creazione di istituzioni forti e sostenibili.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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