Kenya: attacco di al-Shabaab a Garissa, morti 3 studenti

Pubblicato il 8 gennaio 2020 alle 11:18 in Africa Kenya

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In Kenya, almeno 3 studenti e un insegnante sono stati uccisi da alcuni militanti di al-Shabaab che intendevano attaccare, martedì 7 gennaio, una scuola elementare nella provincia settentrionale di Garissa, al confine con la Somalia. Le forze di sicurezza keniote hanno poi riferito di essere riuscite a neutralizzare 2 terroristi mentre tentavano di far saltare in aria un impianto della compagnia di telecomunicazioni Safaricom, situato nelle vicinanze. Si tratta del terzo attentato compiuto da membri dell’organizzazione somala nell’arco di una settimana. Il raid è avvenuto in un villaggio remoto della provincia di Garissa e, secondo le dichiarazioni della polizia keniota, i militanti hanno preso d’assalto la scuola mentre i ragazzi si trovavano nei loro dormitori. “Circa 12 terroristi di al-Shabaab hanno attaccato un’area chiamata Saretho, che si trova nella contea di Dadaab, nella provincia di Garissa. Hanno ucciso un insegnante e altre 3 persone. Al momento, le vittime sono 4”, ha reso noto il portavoce della polizia, Charles Owino, specificando che le forze di sicurezza sono riuscite a bloccare gli aggressori mentre tentavano di colpire anche una torre per le telecomunicazioni. Gli agenti presenti sul luogo sono riusciti a eliminare 2 militanti e a recuperare 2 fucili d’assalto e vario materiale per la costruzione di ordigni esplosivi.

Domenica 5 gennaio, un attacco condotto da al-Shabaab contro una base militare situata nel Sud-Est del Kenya ha provocato la morte di 3 americani, di cui un soldato e due dipendenti civili del Ministero della Difesa. L’obiettivo dell’attentato è stata la base di Camp Simba, posta nella contea di Lamu, lungo il confine con la Somalia. Come confermato da fonti governative, tale base è utilizzata sia da forze armate locali sia da truppe statunitensi. Al-Shabaab, nella dichiarazione trasmessa a seguito dell’attacco, ha affermato che “i combattenti Mujahideen” hanno oltrepassato di nascosto i confini verso l’area del “nemico”, per poi attaccare “con successo” la base militare fortificata. Si è trattato del primo attentato di al-Shabaab condotto in Kenya contro le forze statunitensi. Nel 1998, un duplice attacco coordinato, compiuto però da alcuni terroristi di al-Qaeda, aveva colpito le sedi diplomatiche degli Stati Uniti in Kenya, a Nairobi, e in Tanzania, a Dar es Salaam. In totale, il numero complessivo delle vittime è stato di 224 morti e circa 4000 feriti.

Domenica, la polizia keniota ha riferito di aver arrestato 3 uomini che tentavano di entrare con la forza all’interno di un campo di addestramento militare britannico, nella contea di Laikipia. Un rapporto interno ha parlato di 3 “sospetti terroristi”. Solo qualche giorno prima, giovedì 2 gennaio, un gruppo di uomini armati aveva ucciso 3 civili prendendo di mira un autobus che viaggiava su una strada della contea di Lamu, dove si trova anche la base militare attaccata domenica. In seguito a questi eventi, gli Stati Uniti hanno deciso di inviare più truppe in Kenya al fine di rafforzare la sicurezza e tentare di riportare la stabilità.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista somala fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda. Dal 2008, il gruppo conduce numerose offensive armate per rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU, prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. I militanti, attivi soprattutto nel Sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira altresì a eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana (AMISOM), delle quali fa parte anche un contingente keniota. I combattenti di Al-Shabaab sono stati spinti fuori da Mogadiscio nel 2011 grazie all’intervento delle forze governative e al contributo di circa 21.000 agenti della missione dell’Unione Africana. 

Per arginare i movimenti transfrontalieri dei militanti dell’organizzazione, le forze militari del Kenya controllano una parte della Somalia meridionale, lungo la frontiera, a partire dal 2011. I kenioti, insieme alle milizie somale alleate, hanno combattuto più volte contro il gruppo terroristico Al-Shabaab per il controllo della regione. Per portare avanti il suo obiettivo di destabilizzare la regione, il gruppo si avvale spesso di rapimenti nell’area keniota. I militanti jihadisti sostengono che gli attacchi contro obiettivi collocati all’interno del Kenya rappresentano atti di vendetta contro la presenza delle truppe keniote in Somalia e nell’AMISOM.

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Chiara Gentili

di Redazione

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