Indonesia schiera jet da combattimento nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 8 gennaio 2020 alle 15:00 in Cina Indonesia

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L’aviazione indonesiana ha schierato 4 aerei da combattimento nel Mar Cinese Meridionale, mentre si alza la tensione con Pechino per le violazioni della zona economica esclusiva di Jakarta.

Fajar Adriyanto, il portavoce dell’aeronautica militare indonesiana, il 7 gennaio, ha comunicato che 4 jet F-16 stanno conducendo voli sulle isole, ma minimizza la possibilità che questo porti ad uno scontro con Pechino. “Stanno effettuando pattuglie standard per proteggere la nostra area sovrana. È per questo che pattugliano Natuna”, ha affermato Adriyanto. “Non abbiamo l’ordine di iniziare una guerra con la Cina”, ha aggiunto. Il 6 gennaio, l’Indonesia ha dichiarato di aver mobilitato i pescatori nella regione settentrionale delle isole Natuna e di aver dispiegato diverse navi militari.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, il 7 dicembre, ha dichiarato che Pechino ha aperto canali diplomatici con l’Indonesia e ha affermato che “entrambi i Paesi si assumono la responsabilità di mantenere la pace e la stabilità nella regione”. Secondo un sito web che si occupa della localizzazione di navi, il 7 gennaio, almeno 2 imbarcazioni cinesi, la Zhongguohaijing e la Haijing 35111, si trovavano in acque situate ai margini della zona economica esclusiva dell’Indonesia, a circa 200 km dalle isole Riau. Le navi si trovavano all’interno della “linea a nove trattini” dichiarata unilateralmente proprio territorio nazionale dalla Cina, una vasta distesa del Mar Cinese Meridionale. Luhut Pandjaitan, ministro alle Risorse e gli Investimenti, ha riferito ai giornalisti che la sovranità dell’Indonesia non è negoziabile, nonostante l’importanza economica della Cina. “Non venderei mai la nostra sovranità per gli investimenti, mai”, ha affermato, aggiungendo:”Non sono stupido”. 

L’Indonesia aveva già annunciato un aumento delle pattuglie intorno alle isole contese con Pechino nel Mar Cinese Meridionale, il 3 gennaio, dopo che una nave della guardia costiera cinese è entrata nella sua zona economica esclusiva. La nave di Pechino era entrata nelle acque al largo delle coste delle isole Natuna, portando il ministero degli Esteri indonesiano a protestare, convocando l’ambasciatore cinese a Jakarta. Nursyawal Embut, direttore delle operazioni marittime dell’Agenzia di sicurezza marittima dell’Indonesia, aveva riferito che il governo ha dispiegato nuove navi nel Mare di Natuna. “Stiamo intensificando le pattuglie per anticipare le violazioni del territorio e anche la pesca illegale nel Nord di Natuna. Stiamo cercando di impedire alle navi straniere di violare il nostro territorio “, aveva affermato il direttore.

Il Mar Cinese Meridionale è un’area contesa tra gli Stati del Sud-Est asiatico. Cina e Taiwan la rivendicano in toto, mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei solo parzialmente. L’Indonesia si inserisce parzialmente nella disputa per quanto riguarda solo alcune isole. Le rotte presenti nell’area generano scambi commerciali dal valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno e sono ricche di giacimenti minerari. Pechino continua a ribadire la sua sovranità sulle acque per motivazioni storiche, ma gli Stati Uniti supportano le rivendicazioni degli Stati asiatici in funzione di tutela delle Nazioni più piccole. Washington presidia la zona anche per garantire la libertà di navigazione e per difendere i propri interessi commerciali. In tale contesto, la Cina ammonisce spesso gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono nell’area, e a sua volta viene accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca.   

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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