Telefonata tra Erdogan e Boris Johnson sulle tensioni internazionali

Pubblicato il 7 gennaio 2020 alle 17:25 in Turchia UK

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Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e il primo ministro britannico, Boris Johnson, hanno discusso in una conversazione telefonica dei principali conflitti internazionali e delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. 

Erdogan e Boris Johnson hanno intrattenuto una conversazione telefonica il 7 gennaio, in cui hanno parlato dell’attuale tensione tra Stati Uniti e Iran e di altre questioni regionali e internazionali, in particolare riguardanti il conflitto in Libia e in Siria. La notizia è stata riferita dall’agenzia di stampa turca, Anadolu, che non ha fornito ulteriori dettagli. La notizia arriva il giorno dopo che il segretario agli Esteri del Regno Unito, Dominic Raab, aveva dichiarato la propria opposizione rispetto al tweet del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in cui si affermava l’intenzione di attaccare siti iraniani di importanza culturale per la nazione. “Siamo stati molto chiari sul fatto che i siti culturali sono protetti dal diritto internazionale e ci aspettiamo che vengano rispettati”, ha affermato Raab. 

La tensione tra Teheran e Washington è salita a seguito di un raid aereo statunitense, effettuato il 3 gennaio, contro l’aeroporto di Baghdad, in cui il generale iraniano, Qassem Soleimani, è deceduto. Trump ha giustificato la propria decisione di effettuare tale assalto affermando che l’uomo era responsabile dell’uccisione di migliaia di statunitensi negli ultimi decenni. Inoltre, a detta di Trump, il generale stava pianificando nuovi attentati. Per tale motivo, doveva essere eliminato e, anzi, avrebbe dovuto “essere fatto fuori molti anni fa”. L’Iran ha immediatamente risposto all’uccisione dichiarando che avrebbe vendicato il generale. “Ci vendicheremo di tutti coloro che sono coinvolti in questo assassinio”, sono state le parole del comandante della Quds Force e ministro iraniano della Difesa, Amir Hatami. “Tutti i nemici dovrebbero sapere che il jihad della resistenza continuerà con motivazione raddoppiata e una vittoria definitiva attende i combattenti nella guerra santa”, ha invece dichiarato il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei.

Anche il conflitto libico sta vivendo un momento di particolare fermento, con un’importante partecipazione della Turchia. Il 25 dicembre, Erdogan ha annunciato che avrebbe supportato militarmente le operazioni del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli contro l’esercito del generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo rivale di Tobruk. La decisione è in linea con le richieste avanzate dal premier della capitale libica, Fayez al-Serraj, e ha ricevuto anche il sostegno di Tunisi, ha sottolineato Erdogan. Il supporto arriva dopo che il 27 novembre, Erdogan aveva firmato con il GNA alcuni memorandum d’intesa per intensificare la cooperazione tra Libia e Turchia in materia di sicurezza e nel settore delle attività marittime nella contesa area del Mediterraneo orientale. Il governo di Tripoli ha inviato una richiesta formale di sostegno militare “aereo, terrestre e marittimo” alla Turchia per respingere l’offensiva del generale libico Khalifa Haftar, il 26 dicembre.

Infine, la crisi siriana rimane al centro delle emergenze umanitarie in Medio Oriente, a seguito della ripresa di una violenta offensiva sul campo contro la città di Idlib, cominciata il 19 dicembre scorso. Tale offensiva ha consentito all’esercito di Assad di assumere il controllo di diversi villaggi nell’area. Di fronte ad una continua escalation in Siria, una delegazione turca si era recata in Russia, il 23 dicembre, per discutere della situazione. La visita è giunta dopo che il presidente turco Erdogan, il 22 dicembre, aveva dichiarato che non è in grado di gestire un nuovo flusso di siriani verso il suo Paese e ha chiesto a Mosca di fermare gli attacchi nella provincia di Idlib. Dal canto suo, la Russia si è rifiutata di porre fine all’offensiva fino ad un pieno controllo di Maarat al-Nu’man.

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Maria Grazia Rutigliano  

 

 

 

di Redazione

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