Repubblica Ceca: ex imam di Praga a processo per terrorismo

Pubblicato il 7 gennaio 2020 alle 16:30 in Repubblica Ceca Siria

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Un ex imam di Praga, Samer Shehadeh, è stato sottoposto a processo con l’accusa di sostegno al terrorismo.

È quanto rivelato, martedì 7 gennaio, dall’emittente radiofonica di Stato ceca, Radio Prague, la quale ha altresì specificato che le accuse contro Shehadeh riguardano il presunto supporto fornito dall’imam al fratello e alla cognata nel loro trasferimento in Siria per unirsi ai gruppi terroristici attivi sul territorio. In aggiunta, rivela l’emittente, Shehadeh è accusato di aver utilizzato i fondi riscossi con la carità per supportare economicamente il terrorismo.

In difesa del suo assistito, l’avvocato dell’ex imam ha dichiarato di essere in possesso di prove forti, dal momento che le azioni contestate dalle autorità sono avvenute quando il fratello e la cognata dell’imputato non erano ancora stati ufficialmente condannati come criminali.

Tuttavia, rivela l’emittente, la magistratura, grazie alle prove fornite dai servizi segreti della Repubblica Ceca, i quali lavoravano al caso dell’ex imam dal 2016, sostiene di essere in possesso di prove altrettanto forti, ricavate dalle intercettazioni delle comunicazioni di Shehadeh.

Al processo, stando a quanto rivelato da Radio Prague, è prevista la partecipazione anche del fratello e della cognata dell’ex imam.

La Repubblica Ceca è membro della NATO dal 1999 e dell’Unione Europea dal 2004. Secondo il Global Terrorism Index del 2019, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Repubblica Ceca ha registrato un indice di 0.866, rientrando tra gli Stati minimamente colpiti dal terrorismo. Tale risultato ha comportato un miglioramento rispetto all’anno precedente, quando Praga aveva registrato un indice di 1.562.

Internamente, ad occuparsi della sicurezza del Paese è il Servizio di intelligence del Paese, in ceco Bezpečnostní informační služba (BIS), il quale si occupa di raccogliere e analizzare informazioni sulle minacce contro la sicurezza nazionale del Paese. Secondo l’ultimo report ufficiale della BIS, nel 2018 non è stata registrata alcuna minaccia diretta di attacchi terroristici nel Paese. Il numero di foreign fighters identificati che hanno lasciato la Repubblica Ceca per unirsi all’ISIS in Siria o in Iraq ammonta, secondo le ultime stime del 2017, a 11. Di questi, 2 sono di cittadinanza ceca.

A livello internazionale, la BIS collabora con oltre 100 agenzie di intelligence di altri Paesi, di cui oltre due terzi sono state attivate nel corso del 2017. Per quanto riguarda i forum internazionali, la BIS rende noto che Praga partecipa a diversi meccanismi di cooperazione multilaterale, quali il Gruppo di contrasto al Terrorismo e la Commissione Intelligence civile della NATO.

La cooperazione ha riguardato soprattutto i temi del terrorismo, del controspionaggio, della proliferazione di armi di distruzione di massa e della sicurezza cibernetica. In tali ambiti, la BIS collabora principalmente con le agenzie di intelligence dei Paesi membri dell’UE e della NATO, oltre che altri Paesi non specificati.

In aggiunta, a monitorare internamente il fenomeno terroristico è il Centro contro il terrorismo e le minacce ibride, in ceco Centrum proti terorismu a hybridním hrozbám, il quale fa parte del Ministero dell’Interno di Praga. Principalmente, il centro si occupa di antiterrorismo e di contropropaganda, oltre che di analisi del fenomeno migratorio, degli estremismi e delle campagne di disinformazione.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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