Nigeria: esplosione su un ponte, 30 morti

Pubblicato il 7 gennaio 2020 alle 12:07 in Africa Nigeria

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Almeno 30 persone sono state uccise in un attacco nel Nord-Est della Nigeria, quando un ordigno è stato fatto esplodere su un ponte dello Stato regionale del Borno, lunedì 6 gennaio. La bomba è stata innescata intorno alle 5 di pomeriggio, ora locale, nell’affollata città di Gamboru, che collega la Nigeria al vicino Camerun. Testimoni locali hanno riferito di aver visto più di una trentina di feriti, tutti trasportati con urgenza all’ospedale più vicino. Due fonti della Task Force civile congiunta, un’organizzazione di cittadini nigeriani impegnata a combattere i militanti di Boko Haram, ha confermato l’attentato e le stime sul numero di morti e feriti. Nessun gruppo terroristico ha ancora rivendicato l’attacco, ma lo Stato regionale del Borno è stato spesso preso di mira da organizzazioni regionali come Boko Haram o lo Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale (ISWAP).

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e ha costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Lo Stato islamico dell’Africa Occidentale (ISWA), che si è separato dall’organizzazione di Boko Haram nel 2016, si è reso responsabile di diversi scontri negli ultimi mesi. Il 26 dicembre, alcuni militanti dell’ISWAP hanno rilasciato un video in cui si vedono alcuni membri del gruppo decapitare 11 nigeriani cristiani. L’organizzazione ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce. 

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo americano informa che in Nigeria Boko Haram e ISWAP hanno continuato a condurre, nel corso dell’anno passato, numerosi attacchi contro forze governative e di sicurezza. Boko Haram, in particolare, non ha mancato di effettuare attentati anche contro la popolazione civile, mentre lo Stato Islamico dell’Africa occidentale sta provando a stringere legami più forti con le comunità locali, provvedendo a fornire una serie di limitati servizi sociali. Verso la fine del 2018, le due organizzazioni, nonostante la presenza della Task Force multinazionale congiunta, sono riuscite a guadagnare la completa libertà di movimento negli Stati regionali del Borno e di Yobe. Più di 200.000 nigeriani sono stati costretti a cercare rifugio nei Paesi vicini, soprattutto Camerun, Ciad e Niger. Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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