NATO: stop all’addestramento delle forze in Iraq

Pubblicato il 7 gennaio 2020 alle 19:30 in Iraq NATO

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Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha annunciato la sospensione delle attività di addestramento delle forze locali in Iraq.

È quanto avvenuto al termine del Consiglio Atlantico di lunedì 6 gennaio, nel corso del quale i Paesi membri della NATO hanno avuto modo di discutere delle tensioni in Medio Oriente e delle ricadute che queste hanno per le operazioni dell’Alleanza Atlantica in Iraq.

La decisione di sospendere le attività di addestramento in Iraq, secondo quanto rivelato dalla NATO, deriva dalla volontà di salvaguardare la sicurezza del personale inviato in Iraq dall’Alleanza che, tuttavia, riprenderà le proprie operazioni non appena le condizioni lo permetteranno.

Ciò si pone, secondo quanto dichiarato, quale dimostrazione dell’impegno che la NATO continua a voler assicurare al contrasto al terrorismo internazionale. A tale riguardo, stando a quanto dichiarato da Stoltenberg, tutti i Paesi membri concordano sul ruolo della NATO nella lotta all’ISIS e nell’assistenza fornita al governo iracheno.

Il sostegno fornito dall’Alleanza alle forze di sicurezza irachene, ha aggiunto Stoltenberg, si rivela cruciale non soltanto per l’Iraq, ma anche per i Paesi della NATO che, aiutando le autorità irachene a sconfiggere l’ISIS e a impedirne il ritorno, rendono al tempo stesso i propri Stati più sicuri.

Nel corso del vertice della NATO, inoltre, la delegazione degli Stati Uniti ha aggiornato gli alleati in merito alla situazione nella regione mediorientale all’indomani degli attacchi in Iraq e dell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani. Nello specifico, il raid che aveva portato alla morte del generale iraniano era stato condotto dagli Stati Uniti lo scorso 3 gennaio, contro l’aeroporto di Baghdad. Per giustificare tale uccisione, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva dichiarato che Soleimani era stato responsabile dell’uccisione di migliaia di statunitensi negli ultimi decenni e stava pianificando nuovi attentati. A seguito della morte del quo generale, l’Iran ha immediatamente risposto all’uccisione dichiarando vendetta.

In tale quadro, anche l’Iran è stato al centro del vertice del Consiglio Atlantico del 6 gennaio. Nello specifico, Stoltenberg ha dichiarato che tutti gli alleati hanno mostrato la propria preoccupazione in merito alle attività condotte dal governo iraniano e, in particolare, si sono rivelati contrari all’acquisizione da parte dell’Iran di armi nucleari. In linea con ciò, Stoltenberg ha rivelato che tutti i Paesi alleati hanno dichiarato di essere preoccupati in merito ai test missilistici condotti dall’Iran e al supporto che questo fornisce a molteplici organizzazioni terroristiche.

In tale contesto, e vista l’escalation di tensioni nella regione, Stoltenberg ha annunciato che tutti i membri della NATO chiedono moderazione e distensione dei rapporti. In particolare, gli alleati, rivela il Segretario Generale, hanno richiesto all’Iran di trattenersi dall’infliggere ulteriore violenza e provocazioni.

Il Consiglio del 6 gennaio, e con esso il briefing condotto dagli Stati Uniti in merito alla situazione in Iraq, ha dichiarato Stoltenberg, si rivela quale ulteriore dimostrazione di come la NATO sia una piattaforma che consente agli Alleati europei e nordamericani di riunirsi e affrontare insieme quelle che rappresentano le preoccupazioni comuni in materia di sicurezza.

Il 5 gennaio, il Parlamento iracheno ha approvato una risoluzione con cui si chiede al governo di espellere le truppe straniere in Iraq, di fronte ad un quadro di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo l’uccisione del comandante della Quds Force, Qassem Soleimani, del 3 gennaio. Tuttavia, le risoluzioni parlamentari, diversamente dalle leggi, non sono vincolanti e la mossa necessiterà di una nuova legislazione per annullare l’accordo precedente.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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