Corea del Sud: “Disperato bisogno” di pace con la Corea del Nord

Pubblicato il 7 gennaio 2020 alle 9:35 in Corea del Nord Corea del Sud

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Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha dichiarato che Seul ha un “disperato bisogno” di migliorare i rapporti con la Corea del Nord, aggiungendo che è pronto a incontrare il leader del Paese a Pyongyang, se necessario.

Nel discorso annuale di inizio anno, tenutosi a Seoul il 6 gennaio, Moon ha chiesto nuovi colloqui con Kim Jong Un e ha promesso di continuare il lavoro per facilitare la comunicazione tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. Il presidente ha comunicato di essere estremamente rammaricato della mancanza di progressi nei negoziati del 2019. “In un momento di stallo dei colloqui tra Stati Uniti e Corea del Nord, nel quale siamo persino preoccupati di fare un passo indietro nelle relazioni inter-coreane, abbiamo un disperato bisogno di modi pratici per migliorare la cooperazione”, ha affermato. “Sono disposto a incontrarmi ripetutamente e a parlare incessantemente” con il Nord. 

Moon anche affermato che la Corea del Sud continuerà a spingere per la riapertura del complesso industriale di Kaesong, sul Monte Kumgang, e a sostenere la cooperazione alle frontiere. Il presidente ha poi aggiunto che l’offerta di ospitare le Olimpiadi del 2032 nei due Paesi rappresenta una possibilità unificante, così come il completamento della ferrovia inter-coreana. La Corea del Nord non ha risposto alle recenti dichiarazioni di apertura del governo di Seoul e i progetti di cooperazione tra i due vicini si sono bloccati di fronte al tema delle sanzioni internazionali. Pyongyang ha espresso frustrazione per ciò che definisce una mancanza di flessibilità di Washington, mentre i funzionari statunitensi affermano che il Paese deve portare avanti misure più concrete nella denuclearizzazione e nello smantellamento dei suoi programmi missilistici, prima che le sanzioni possano essere allentate. “Lo slancio per i colloqui tra Stati Uniti e Corea del Nord deve continuare”, ha dichiarato Moon. “Provocazioni e minacce non sono utili a nessuno”, ha aggiunto. 

Il presidente di Seul, con queste parole, fa riferimento al clima di alta tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti, dell’ultimo mese. Il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ha dichiarato, il primo gennaio, che non ci sono motivi per cui Pyongyang è vincolata dallo stop ai test di missili balistici intercontinentali. La Corea del Nord ha anche annunciato che una “nuova arma strategica” sarà introdotta nel prossimo futuro. Parlando con i giornalisti, il capo degli Stati Maggiori USA Riuniti, Mark Milley, ha affermato che lo stato di allerta delle forze americane è a un livello sufficiente per rispondere a qualsiasi evenienza e che le capacità difensive militari sono adeguate alla difesa degli Stati Uniti.

Con le dichiarazioni del primo gennaio, il leader nordcoreano ha promesso di sviluppare ulteriormente il deterrente nucleare della Corea del Nord, ma ha lasciato la porta aperta al dialogo, affermando che la portata e la rilevanza dei test saranno adeguatamente coordinate all’atteggiamento degli Stati Uniti. Tuttavia, il Paese asiatico ha ripreso anche ad effettuare test missilistici. L’ultimo di questi è stato annunciato il 14 dicembre. Si sarebbe trattato di un “test cruciale” da una base di lancio di missili a lungo raggio. Questo ultima esercitazione rafforzerebbe ulteriormente il “deterrente nucleare strategico” del Paese, secondo i media nordcoreani. L’Accademia della scienza della difesa della Corea del Nord non ha specificato cosa sia stato testato, ma è noto che il lancio è stato effettuato il 13 dicembre. La Corea del Nord aveva già dichiarato di aver condotto un “test molto importante” dalla stessa base, l’8 dicembre. 

I negoziati tra USA e Corea del Nord erano ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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