Nigeria: attacco notturno contro una comunità rurale, 19 vittime

Pubblicato il 6 gennaio 2020 alle 19:01 in Africa Nigeria

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Almeno 19 persone sono state uccise da uomini armati non identificati in un raid notturno condotto contro una comunità rurale nella Nigeria centrale. Lattacco è avvenuto il 3 gennaio ma la polizia non ha ancora identificato i responsabili. Gli aggressori hanno dato alle fiamme le case e gli altri edifici della comunità Tawari, nello Stato di Kogi, situato 100 km a Sud della capitale, Abuja. “Hanno bruciato alcune case, una scuola, una chiesa e il palazzo del governatore locale”, ha detto William Aya, portavoce della polizia regionale. “Diciannove persone sono state uccise”, ha aggiunto. Una fonte di sicurezza locale ha rivelato che le autorità sospettano che lattacco sia un atto di rappresaglia legato a scontri con una comunità rivale dell’area. Tuttavia, non ci sono ancora state conferme ufficiali. “Abbiamo avviato le indagini e riveleremo ciò che è accaduto”, ha dichiarato Aya.

La Nigeria è spesso teatro di violenze tra comunità locali e assiste di frequente a scontri a carattere etnico. Ciononostante, la minaccia più grave è posta dai gruppi islamisti che compiono attacchi contr obiettivi sia civili sia militari. Le regioni centrali e meridionali sono spesso vittima di attentati da parte di Boko Haram e dei miliziani dello Stato Islamico dell’Africa Occidentale (ISWA).Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e ha costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Lo Stato islamico dell’Africa Occidentale (ISWA), che si è separato dall’organizzazione di Boko Haram nel 2016, si è reso responsabile di diversi scontri negli ultimi mesi. Il 26 dicembre, alcuni militanti dellISWA hanno rilasciato un video in cui si vedono alcuni membri del gruppo decapitare 11 nigeriani cristiani. L’organizzazione ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce. 

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente nigeriano Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali nella regione di Zamfara, o le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale e gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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