Kenya: 3 americani muoiono in attacco di al-Shabaab contro base militare

Pubblicato il 6 gennaio 2020 alle 12:01 in Africa Kenya

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Tre americani sono morti in un attacco condotto dal gruppo terroristico al-Shabaab,  domenica 5 gennaio, contro una base militare situata nel Sud-Est del Kenya. Nello specifico, una delle vittime era un soldato, mentre le altre due erano due dipendenti civili del Ministero della Difesa.

Il raid aereo è stato condotto all’alba e, secondo quanto riferito dal gruppo stesso, ha colpito la base di Camp Simba, posta nella contea di Lamu, lungo il confine con la Somalia. Come confermato altresì da fonti governative, tale base è utilizzata sia da forze armate locali sia statunitensi

Al-Shabaab, nella dichiarazione trasmessa a seguito dell’attacco, ha affermato che “i combattenti Mujahideen” hanno oltrepassato di nascosto i confini verso l’area del “nemico”, per poi attaccare “con successo” la base militare fortificata. Secondo quanto riferito, inoltre, il gruppo al momento ha preso il controllo di una parte della base e il raid ha causato vittime sia tra le truppe statunitensi sia tra quelle keniote.

Il raid aereo del 5 gennaio giunge a quasi un anno di distanza dall’attentato suicida verificatosi il 15 gennaio 2019 nella capitale del Kenya, Nairobi, presso un quartiere residenziale di lusso, che causò circa 21 morti. Nonostante il gruppo terroristico sia stato cacciato dal 2011 dalle proprie basi nella capitale somala, Mogadiscio, e da altre aree circostanti, grazie all’intervento delle forze governative e al contributo di circa 20.000 agenti della missione dell’Unione Africana, al-Shabaab ha continuato a perpetrare una campagna di bombardamenti e aggressioni. Uno degli ultimi episodi si è verificato il 28 dicembre scorso, quando un’autobomba è esplosa in un incrocio trafficato di Mogadiscio, provocando la morte di 81 persone ed il ferimento di altre 149. Si è trattato dell’attentato più letale avvenuto nel Paese negli ultimi 2 anni.

In Kenya, invece, tra gli ultimi episodi di violenza, vi è quello del 2 gennaio, quando un gruppo di uomini armati ha ucciso 3 persone e ne ha ferite altre 2 nella contea di Lamu. Precedentemente, il 6 dicembre 2019, un altro attentato contro un autobus ha causato la morte di 10 persone, inclusi diversi agenti di polizia. Il veicolo, appartenente alla Medina Bus Company, era stato preso d’assalto mentre viaggiava da Wajir a Mandera, due città situate nella desolata area di Kotulo, vicino alla Somalia. Il gruppo terroristico di al-Shabaab ha subito rivendicato l’attentato, dichiarando di aver ucciso “agenti segreti di sicurezza e impiegati governativi”.

Al-Shabaab, termine che in arabo sta per “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista somala fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda. L’obiettivo del gruppo è rovesciare il governo di Mogadiscio, sostenuto dalle Nazioni Unite, per poi salire al potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. Non da ultimo, il gruppo mira altresì ad eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana (AMISOM), delle quali fa parte anche un contingente keniota.

I kenioti, insieme alle milizie somale alleate, hanno combattuto più volte contro il gruppo terroristico Al-Shabaab per il controllo della regione. Dal 2010, l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Inoltre, dal 2011, le forze militari del Kenya controllano una parte della Somalia meridionale, lungo la frontiera, con il fine ultimo di arginare i movimenti transfrontalieri dei militanti dell’organizzazione.

Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel Sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali. Per portare avanti il suo obiettivo di destabilizzazione della regione, il gruppo si avvale spesso di rapimenti nell’area keniota. I militanti jihadisti sostengono che gli attacchi contro obiettivi collocati all’interno del Kenya rappresentino atti di vendetta contro la presenza delle truppe keniote in Somalia e nell’AMISOM.

Gli attentati più mortali compiuti da al-Shabaab in Kenya sono avvenuti il 21 settembre 2013, presso il Westgate shopping mall di Nairobi, in cui morirono almeno 67 persone, e il 2 aprile 2015 nel Nord-Est del Paese, dove militanti armati fecero irruzione nel Garissa University College, uccidendo 148 individui. L’ISIS, fino ad oggi, ha rivendicato un solo attacco in Kenya, avvenuto nell’ottobre 2016 a Nairobi, dove un militante armato di coltello ha aggredito un poliziotto all’entrata dell’ambasciata americana. Le autorità keniote collaborano a stretto contatto anche con gli Stati Uniti per effettuare operazioni antiterrorismo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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