USA suggeriscono alla Corea del Nord di tornare a negoziare

Pubblicato il 3 gennaio 2020 alle 12:04 in Corea del Nord USA e Canada

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Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha affermato che gli Stati Uniti credono ancora che un accordo sulla de-nuclearizzazione sia la migliore opzione per la Corea del Nord, ma che le forze statunitensi sono preparate a combattere se necessario.

“Vorremmo sollecitare la moderazione di Kim Jong Un”, ha dichiarato Esper in un’intervista rilasciata il 2 gennaio. Tali affermazioni arrivano dopo che il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ha dichiarato, il primo gennaio, che non ci sono motivi per cui Pyongyang è vincolata dallo stop ai test di missili balistici intercontinentali. Pyongyang ha anche annunciato che una “nuova arma strategica” sarebbe stata introdotta nel prossimo futuro. Parlando con i giornalisti, il capo degli Stati Maggiori Riuniti, Mark Milley, ha affermato che lo stato di allerta delle forze americane è a un livello sufficiente per rispondere a qualsiasi evenienza e che le capacità difensive militari sono adeguate alla difesa degli Stati Uniti.

Con le dichiarazioni del primo gennaio, il leader nordcoreano ha promesso di sviluppare ulteriormente il deterrente nucleare della Corea del Nord, ma ha lasciato la porta aperta al dialogo, affermando che la portata e la rilevanza dei test saranno adeguatamente coordinate all’atteggiamento degli Stati Uniti. Tuttavia, il Paese asiatico ha ripreso anche ad effettuare test missilistici. L’ultimo di questi è stato annunciato il 14 dicembre. Si sarebbe trattato di un “test cruciale” da una base di lancio di missili a lungo raggio. Questo ultima esercitazione rafforzerebbe ulteriormente il “deterrente nucleare strategico” del Paese, secondo i media nordcoreani. L’Accademia della scienza della difesa della Corea del Nord non ha specificato cosa sia stato testato, ma è noto che il lancio è stato effettuato il 13 dicembre. La Corea del Nord aveva già dichiarato di aver condotto un “test molto importante” dalla stessa base, l’8 dicembre. 

I negoziati tra USA e Corea del Nord erano ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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