Un primo passo verso l’accordo di Riad e la ricostruzione dello Yemen

Pubblicato il 3 gennaio 2020 alle 16:21 in Arabia Saudita Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La capitale provvisoria yemenita, Aden, ha assistito, il 2 gennaio, all’inaugurazione di uno dei progetti inclusi nel del programma dell’Arabia Saudita per lo sviluppo e la ricostruzione dello Yemen.

Si tratta dell’implementazione della prima fase di recupero e riqualifica dell’aeroporto internazionale di Aden, che interesserà aspetti relativi a telecomunicazioni, elettricità, energia, sicurezza, trasporto passeggeri e sistemi antincendio. Nello specifico, nel corso dei prossimi mesi, ci si concentrerà sulla ricostruzione di sistemi di controllo e comunicazione fondamentali per il ripristino del traffico aereo e per l’efficienza dell’aeroporto. A riferirlo, il direttore del programma saudita, l’ingegnere Hassan Alattas, il quale ha specificato che, in totale, le fasi che porteranno al completo ripristino dell’aeroporto saranno tre. Il fine ultimo sarà collegare le città del Paese, a beneficio sia della popolazione yemenita sia di quella saudita. Oltre all’importanza a livello economico, è stato precisato, si tratterà di un modo per riaprire nuovamente le porte della città al mondo intero. Secondo quanto affermato da Alattas, inoltre, grazie al programma promosso dall’Arabia Saudita sono stati attuati diversi progetti nelle aree liberate dai ribelli sciiti Houthi, pari a circa l’85 % dei territori yemeniti.

Dal 1917 al 1967 l’aeroporto di Aden era sede della Royal Air Force (RAF) Khormaksar, una base aerea militare britannica. Successivamente, tra gli anni Settanta ed Ottanta, ha assistito ad un periodo di instabilità, segnato da continue battaglie, fino a divenire, nel 1996, il secondo maggiore aeroporto dello Yemen, dopo quello della capitale Sanaa. Con lo scoppio del conflitto yemenita, il 19 marzo 2015, l’aeroporto di Aden ha chiuso i battenti ed è stato adibito, da luglio dello stesso anno, a luogo per lo scarico di attrezzatura ed aiuti da parte saudita.

Il ripristino dell’aeroporto rappresenta una delle prime mosse attuate nel quadro del cosiddetto accordo di Riad, stipulato il 5 novembre 2019. L’obiettivo principale è stato porre fine alla lotta al potere nel Sud dello Yemen e ai combattimenti che hanno interessato le aree meridionali dal 7 agosto 2019, quando violenti scontri hanno avuto inizio nella città di Aden, per poi propagarsi in altri distretti e città meridionali. Da un lato, vi erano le guardie presidenziali. Dall’altro, le forze secessioniste, rappresentate dal Consiglio di transizione meridionale. Fin dalla sua ratifica, l’accordo è stato considerato una mossa positiva per riportare la felicità e la pace di cui un tempo godeva lo Yemen. 

Nel frattempo, lo Yemen continua ad assistere ad una perdurante guerra civile, scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui i ribelli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbu Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.