Serbia: tensioni con il Montenegro, proteste a Belgrado

Pubblicato il 3 gennaio 2020 alle 20:30 in Balcani Serbia

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L’Ambasciata del Montenegro a Belgrado, in Serbia, è stata teatro di proteste da parte di cittadini serbi contrari alla legge sulle minoranze religiose approvata da Podgorica.

È quanto rivelato, venerdì 3 gennaio, dal quotidiano serbo B92, il quale ha aggiunto che, secondo il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, il premier del Montenegro, Dusko Markovic, ha voluto ingiustamente attribuire a Belgrado la responsabilità degli ultimi eventi.

Nello specifico, riporta Reuters, nella sera del 2 gennaio, in seguito alla partita di pallacanestro tra i giocatori di una squadra serba, la Red Star, e di una squadra tedesca, il Bayern, i fan della Red Star hanno marciato per le strade di Belgrado fermandosi di fronte l’ambasciata montenegrina, appiccando un fuoco che ha in seguito incendiato la bandiera dell’edificio.

Tale protesta era stata organizzata dai cittadini serbi contro la legge approvata in Montenegro lo scorso 27 dicembre. In tale data, il Parlamento aveva approvato la proposta del governo, secondo cui le comunità religiose in possesso di beni da prima del 1918 dovranno dimostrarne la legittima proprietà, pena la riappropriazione da parte dello Stato. Tale misura, secondo quanto evidenziato dal BNN Bloomberg, è in grado di compromettere le relazioni con la Serbia, dal momento che sono in centinaia i luoghi di culto della Chiesa serbo-ortodossa che risultano interessati da tale misura, molti dei quali risultano edificati durante il Medioevo.

Già in occasione del voto in Parlamento, i parlamentari del Fronte Democratico Pro-Serbo avevano tentato di impedire l’approvazione della misura scatenando una rissa in aula, fattore che ne aveva provocato la sospensione per 15 giorni. Da quel momento, i cittadini filo-serbi hanno iniziato a protestare in diverse città del Paese, portando in totale, in meno di una settimana, all’arresto di 45 persone da parte delle autorità montenegrine.

L’episodio delle proteste avvenute a Belgrado è stato commentato da Markovic quale sfida alla sovranità e all’indipendenza del Montenegro, ottenuta dalla Serbia nel 2006.

Le parole di Markovic hanno causato una dura reazione da parte del presidente della Serbia, il quale ha dichiarato che il Montenegro non deve proteggere la propria indipendenza, perché questa non è minacciata da nessuno. Al tempo stesso, però, ha dichiarato Vucic, il Montenegro non può appropriarsi dei luoghi sacri della Serbia.

In merito alle proteste nei pressi dell’ambasciata montenegrina, Vucic ha inoltre aggiunto che nessun fan della Stella Rossa ha cercato di entrare nell’edificio.

Nel frattempo, riporta Reuters, il Ministero degli Esteri della Serbia ha convocato un diplomatico montenegrino e, nel frattempo, anche il Minsitero degli Esteri del Montenegro ha convocato un siplomatico serbo dopo che Belgrado, sostiene Podgorica, non è stata in grado di placare le proteste nei pressi dell’Ambasciata.

Vucic, in risposta, ha accusato il Montenegro di voler ingiustamente attribuire la responsabilità degli ultimi sviluppi alla Serbia.

Secondo le stime riportate dal BNN Bloomberg, circa il 70% della popolazione montenegrina è di fede cristiano ortodossa. Sebbene vi sia una branca montenegrina della Chiesa ortodossa, è la rappresentanza locale della chiesta Serbo-ortodossa ad esercitare il controllo sulla maggior parte dei luoghi di culto e di pellegrinaggio.

A supporto dei cittadini di fede ortodossa, la portavoce del Ministero degli Esteri della Russia, Maria Zakharova, ha invitato i legislatori a rispettare “i diritti legittimi” della più grande comunità religiosa del Paese. In maniera simile, la porzione filoserba del clero ortodosso ha etichettato il presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, quale ateo intenzionato a portare avanti un’azione di repressione in stile comunista.

Da parte sua, il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha richiesto ai cittadini montenegrini di trattenersi al fine di “preservare la pace” perché l’unica comunità cristiano ortodossa ufficialmente riconosciuta è quella serba.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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