Pakistan estende il mandato del capo dell’esercito

Pubblicato il 3 gennaio 2020 alle 14:28 in Asia Pakistan

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Il governo pakistano ha introdotto una legge per estendere il mandato del capo dell’esercito per altri 3 anni, sottolineando un peggioramento delle condizioni di sicurezza per il Paese. 

Il governo del primo ministro pakistano, Imran Khan, ha approvato una proroga al mandato del generale Qamar Javed Bajwa, il 3 gennaio, citando un peggioramento della situazione relativa alla sicurezza nazionale nella regione, a causa delle rivalità con l’India. Tale decisione arriva dopo che il precedente rinnovo era stato contrastato dalla Corte Suprema che aveva ordinato al governo e all’esercito di produrre disposizioni e argomenti legali sul ragionamento alla base della decisione. Tale sentenza era stata vista come una mossa della magistratura contro il governo e i militari.

Venerdì 3 gennaio, il primo giorno della nuova sessione parlamentare, il governo ha presentato una proposta di legge per fornire una copertura legale all’estensione del mandato di Bajwa, dopo essere riuscito a ottenere il sostegno dei partiti dell’opposizione. “Siamo disposti a sostenere la legge se il governo segue le procedure parlamentari”, ha affermato Bilawal Bhutto Zardari, leader del principale partito di opposizione. La proroga dovrebbe essere approvata entro la prossima settimana. Durante il mandato di Bajwa, l’opposizione ha accusato i militari di intromettersi nelle elezioni e nella politica per sostenere Khan, limitando al contempo le libertà civili e i media. L’esercito, da parte sua, nega di interferire nelle questioni politiche.

La decisione arriva a seguito di un momento di alta tensione tra Islamabad e Nuova Delhi in Kashmir. Questa si è sviluppata a partire dal  5 agosto, quando il governo indiano ha abolito lo status speciale della contesa regione indiana del Kashmir, per ragioni di sicurezza. A seguito della rimozione dell’autonomia, dopo giorni di coprifuoco e blocco di internet e delle comunicazioni, il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste. Alcune di queste sono state caratterizzate dal lancio di pietre contro i militari. Il gruppo per la tutela dei diritti umani, Amnesty International, ha affermato che la situazione in Kashmir è “senza precedenti” nella recente storia della regione.

Secondo l’organizzazione le detenzioni e la repressione del dissenso hanno contribuito a “diffondere paura e alienazione” nella regione. In tale contesto si inseriscono i contrasti tra India e Pakistan in relazione al Kashmir, che vanno avanti da decenni. Tale regione si trova al confine tra i due Paesi ed è suddivisa in 3 aree, tutte oggetto di dispute territoriali e causa di rivalità. Ad incrementare ulteriormente le tensioni tra i due Stati asiatici, le accuse dell’India al Pakistan in merito al sostegno fornito ai militanti separatisti nel Kashmir, smentito da Islamabad. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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