Mosca denuncia manovre per escludere sostenitori di Morales dal voto in Bolivia

Pubblicato il 3 gennaio 2020 alle 12:30 in Bolivia Russia

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Il ministero degli Esteri degli esteri della Federazione russa ha invitato il governo boliviano di Jeanine Àñez a garantire la partecipazione di tutte le forze politiche alle elezioni, compreso il Movimento al socialismo ( MAS) del deposto ex-presidente Evo Morales.

“Chiediamo a tutte le forze politiche e in primo luogo al governo ad interim della Bolivia, che ha una responsabilità speciale, di garantire alle persone di quel paese le condizioni per esercitare il loro diritto politico di eleggere la loro nuova leadership” – ha affermato il dicastero degli Esteri russo.

“La comunità internazionale richiede misure efficaci e responsabili da parte del governo per la preparazione di un processo elettorale limpido, con la partecipazione di tutte le forze politiche” ha dichiarato all’agenzia di stampa cubana Prensa Latina la portavoce del ministero degli Esteri russo, Marija Zacharova.

Le preoccupazioni sono che il neoeletto Tribunale elettorale della Bolivia (TEB) potrebbe sospendere la registrazione del MAS, guidato dall’ex presidente Evo Morales, per presunta falsificazione dei risultati nelle elezioni dello scorso 20 ottobre, ha detto la portavoce del ministero guidato da Sergej Lavrov.

L’alta funzionaria di Mosca ricorda che esperti indipendenti hanno affermato che nelle elezioni generali del paese sudamericano non vi sono state frodi, ma solo errori, e riconoscono la vittoria di Evo Morales al primo turno, con oltre il 47% dei voti, in contrasto con quanto affermato dai rapporti dell’Organizzazione degli Stati Americani, che parla di brogli “massicci”.

Tuttavia, sebbene il TEB abbia le prerogative di sospendere i partiti, la legge elettorale non prevede alcun regolamento che vieti la partecipazione di un’entità politica alle elezioni per i motivi indicati sulla presunta frode, ha detto Marija Zacharova.

Mosca ricorda anche che il MAS riflette una preferenza politica di almeno tre milioni di boliviani. Per tale motivo, escludere il partito di Morales dal processo elettorale metterebbe in discussione la legittimità  del votoe renderebbe difficile l’uscita dalla crisi politica. 

La portavoce del ministero degli Esteri russo esprime inoltre preoccupazione per la situazione della missione diplomatica messicana a La Paz. L’ambasciata messicana è circondata dallo scorso 22 dicembre da militari e poliziotti che controllano coloro che entrano o escono dai locali, per evitare la fuga di 9 ex alti esponenti dei governi di Evo Morales rifugiati nella legazione diplomatica. La situazione ha provocato una crisi diplomatica con Messico e Spagna, con l’espulsione dell’ambasciatrice messicana María Teresa Mercado e di due diplomatici spagnoli dal paese andino.

A tale proposito, la Russia si è schierata con Madrid e Città del Messico e ha chiesto a La Paz il rispetto delle norme riconosciute a livello internazionale sull’immunità delle missioni diplomatiche, in particolare la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961 e gli obblighi di rispettare il diritto di asilo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e russo

di Redazione

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