Le reazioni alla morte del generale iraniano Qassem Soleimani

Pubblicato il 3 gennaio 2020 alle 10:20 in Iran USA e Canada

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L’Iran ha dichiarato immediatamente che si vendicherà con forza per l’uccisione del generale iraniano, Qassem Soleimani, avvenuta il 3 gennaio. Intanto, anche Iraq, Siria, Israele e il resto del mondo reagiscono a tale evento. 

Il comandante della Quds Force, la stessa forza speciale iraniana di cui faceva parte Soleimani, e ministro iraniano della Difesa, Amir Hatami, ha chiesto subito vendetta per l’uccisione del generale in un attacco statunitense presso l’aeroporto di Baghdad, avvenuto all’alba del 3 gennaio. “Una vendetta schiacciante seguirà l’ingiusto assassinio di Soleimani”, ha affermato. “Ci vendicheremo di tutti coloro che sono coinvolti e responsabili in questo assassinio”, ha aggiunto Hatami. L’Iran ha presentato una protesta formale, venerdì 3 gennaio, contro l’inviato svizzero che rappresenta gli interessi degli Stati Uniti a Teheran per l’assassinio del capo della Quds Force iraniana. Nello stesso attacco è deceduto anche il comandante della milizia irachena Abu Mahdi al-Muhandis. 

“Tutti i nemici dovrebbero sapere che la jihad della resistenza continuerà con motivazione raddoppiata e una vittoria definitiva attende i combattenti nella guerra santa”, ha dichiarato l’Ayatollah Khamenei, in una dichiarazione diffusa sulle televisioni iraniane. Le autorità iraniane e il loro leader supremo si riferiscono spesso ai Paesi e alle forze regionali che sono schierate contro Israele e gli Stati Uniti come un fronte di “resistenza”. Anche il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha immediatamente commentato la morte del generale. “Il martirio di Soleimani renderà l’Iran più deciso a resistere all’espansionismo americano e difendere i nostri valori islamici”, ha affermato in una nota. “Senza dubbio, l’Iran e altri Paesi in cerca di libertà nella regione si vendicheranno”, ha poi promesso. 

Anche dall’Iraq arriva la condanna all’attacco statunitense che ha causato la morte del generale iraniano. Il premier iracheno, Adel Abdul Mahdi, ha affermato che l’attacco aereo contro l’aeroporto di Baghdad è un atto di aggressione contro l’Iraq e una violazione della sua sovranità. Tale azione porterà ad un conflitto nel Paese, nella regione e nel mondo, ha aggiunto il premier Mahdi in una nota. L’attacco ha anche violato le condizioni della presenza militare degli Stati Uniti in Iraq, che erano state ideate per la salvaguardia della sicurezza e della sovranità del Paese, secondo quanto riferito dai rappresentanti iracheni. L’amministrazione USA ha condotto gli assalti in territorio straniero senza autorizzazione all’uso della forza militare e senza consultare il Congresso statunitense. 

Da parte loro, i rappresentanti degli Stati Uniti hanno mostrato soddisfazione, ma anche preoccupazione per l’accaduto. Il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, ha scritto in un post su Twitter: “Gli iracheni ballano in strada per la libertà; grati che il generale Soleimani non ci sia più ”. Il senatore statunitense, Jim Risch, presidente del Comitato per le relazioni estere del Senato, ha affermato: “Qassem Soleimani è stato responsabile della morte di centinaia di americani”. “Come ho precedentemente avvertito il governo iraniano, non dovrebbero confondere la nostra ragionevole moderazione in risposta ai loro precedenti attacchi come una debolezza”, ha aggiunto. “A nome di tutti i militari americani e delle donne di servizio che sono stati uccisi o feriti a causa di un ordigno o di un razzo iraniani forniti in Iraq nel corso degli anni, oggi è stata fatta giustizia”, ha poi dichiarato.

I democratici statunitensi, tuttavia, sono molto preoccupati. La portavoce della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, ha riferito: “L’attacco aereo rischia di provocare un’ulteriore pericolosa escalation di violenza”. “L’America, e il mondo, non possono permettersi di aumentare le tensioni fino al punto di non ritorno”, ha aggiunto. L’ex vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha affermato: “Questa è una mossa estremamente forte in una regione già pericolosa”. “Il presidente Trump ha appena lanciato un candelotto di dinamite in una scatola, e deve al popolo americano una spiegazione della strategia e del piano per proteggere le nostre truppe e il personale dell’ambasciata, i nostri interessi, sia qui in patria che all’estero, e i nostri partner in tutta la regione e oltre”, ha aggiunto. 

Il comandante della milizia irachena appoggiato dall’Iran, Qais al-Khazali, ha ordinato ai suoi combattenti di stare in allerta per una battaglia imminente e ha aggiunto che la presenza militare degli Stati Uniti in Iraq sarebbe finita presto. “Tutti i combattenti dovrebbero essere in allerta per l’imminente scontro e la grande vittoria. Il prezzo del sangue per il comandante martirizzato Abu Mahdi al-Muhandis è la fine completa della presenza militare americana in Iraq”, ha dichiarato il canale televisivo locale. Dalla regione arriva anche la ferma condanna siriana contro l’aggressivo e criminale attacco americano, secondo l’agenzia di stampa statale del regime del presidente siriano, Bashar al-Assad. La fonte ha aggiunto che l’assalto ha costituito una “grave escalation” e ha ribadito la responsabilità degli Stati Uniti per l’instabilità in Iraq. 

Inoltre, anche il leader libanese di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha comunicato che il suo gruppo di miliziani sciiti si sarebbe vendicato e avrebbe portato avanti il percorso avviato dal generale iraniano Qassem Soleimani, anche dopo la sua morte. Nasrallah ha aggiunto che gli Stati Uniti non sarebbero stati in grado di raggiungere i propri obiettivi senza questo “grande crimine” e che punirli era un dovere di tutti i combattenti. Sul fronte opposto, il ministro della Difesa israeliano ha convocato i capi militari e di sicurezza del paese a Tel Aviv. Tuttavia, il governo del più importante alleato USA in Medio Oriente non ha dato una risposta pubblica immediata alla morte di Soleimani e del comandante della milizia irachena Abu Mahdi al-Muhandis a Baghdad. La radio dell’esercito israeliano ha affermato che i militari erano in stato di allerta, dati i timori che l’Iran possa colpire attraverso i suoi alleati regionali. 

Intanto, gli Stati Uniti stanno sollecitando i cittadini statunitensi a lasciare l’Iraq “immediatamente”, citando “tensioni accresciute in Iraq e nella regione”. Una dichiarazione del Dipartimento di Stato ha aggiunto che “a causa degli attacchi della milizia appoggiati dall’Iran al complesso dell’Ambasciata degli Stati Uniti, tutte le operazioni consolari sono sospese. I cittadini statunitensi non dovrebbero avvicinarsi all’Ambasciata”. Tale affermazione fa riferimento ai fatti che sono accaduti il 31 dicembre, quando una folla di manifestanti ha tentato di assaltare l’ambasciata a Baghdad per protestare contro gli attacchi aerei statunitensi contro una milizia appoggiata dall’Iran. Infine, anche l’ambasciata francese a Teheran ha esortato i propri cittadini in Iran a stare lontano dagli assembramenti di persone. “Ci saranno 3 giorni di lutto per la morte del generale Soleimani. In questo contesto, raccomandiamo ai cittadini francesi di stare lontani da qualsiasi riunione e di comportarsi con prudenza e discrezione e astenersi dal fare foto negli spazi pubblici “, si legge in una nota su Twitter.

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Maria Grazia Rutigliano  

di Redazione

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