Aumenta la tensione tra Cina e Indonesia nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 3 gennaio 2020 alle 16:14 in Cina Indonesia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Indonesia ha aumentato le pattuglie intorno alle isole contese con Pechino nel Mar Cinese Meridionale, dopo che una nave della guardia costiera cinese è entrata nella sua zona economica esclusiva. 

La nave cinese è entrata nelle acque al largo delle coste delle isole Natuna, portando il ministero degli Esteri indonesiano a protestare, convocando l’ambasciatore cinese a Jakarta. Nursyawal Embut, direttore delle operazioni marittime dell’Agenzia di sicurezza marittima dell’Indonesia, ha riferito che il governo ha dispiegato nuove navi nel Mare di Natuna. “Stiamo intensificando le pattuglie per anticipare le violazioni del territorio e anche la pesca illegale nel Nord di Natuna. Stiamo cercando di impedire alle navi straniere di violare il nostro territorio “, ha affermato il direttore.

Inoltre, il ministro degli Esteri indonesiano, Retno Marsudi, aveva già riferito ai giornalisti la decisione di aumentare le pattuglie in tali acque e ha ribadito le accuse dell’Indonesia contro la Cina. L’ambasciata cinese a Giacarta non ha immediatamente risposto a una richiesta di commento. Tuttavia, il 31 dicembre, parlando  da Pechino, il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Geng Shuang, aveva dichiarato la sovranità cinese sulle isole Spratly e sulle loro acque territoriali, dove sia la Cina sia l’Indonesia portano avanti attività di pesca da lungo tempo. In risposta, il primo gennaio, il Ministero degli Esteri indonesiano ha invitato Pechino a spiegare la “base giuridica e a chiarire i confini” in merito alle sue dichiarazioni, tenendo conto della Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare, nota come UNCLOS. 

“Le affermazioni della Cina sulla zona economica esclusiva sulla base del fatto che i suoi pescatori sono attivi da tempo innamorata tale area, non ha basi legali e non è mai stata riconosciuta dall’UNCLOS”, ha affermato il ministero degli Esteri indonesiano. Jakarta ha anche sottolineato che l’argomentazione era stata smentita durante una causa legale della Cina contro le Filippine del 2016 presso il Tribunale permanente dell’Aia. L’Indonesia non ha pretese sulle Isole Spratly, che si trovano a Nord-Est delle Isole Natuna, che invece sono territorio nazionale indonesiano. Il ministero degli Esteri ha ribadito la sua posizione secondo cui il Paese non ha alcuna giurisdizione sovrapposta con la Cina in tale area. Jakarta si è scontrata ripetutamente con la Cina per i diritti di pesca nelle isole Natuna, arrestando i pescatori cinesi e ampliando la sua presenza militare nell’area.

Il Mar Cinese Meridionale è un’area contesa tra gli Stati del Sud-Est asiatico. Cina e Taiwan la rivendicano in toto, mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei solo parzialmente. L’Indonesia si inserisce parzialmente nella disputa per quanto riguarda solo alcune isole. Le rotte presenti nell’area generano scambi commerciali dal valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno e sono ricche di giacimenti minerari. Pechino continua a ribadire la sua sovranità sulle acque per motivazioni storiche, ma gli Stati Uniti supportano le rivendicazioni degli Stati asiatici in funzione di tutela delle Nazioni più piccole. Washington presidia la zona anche per garantire la libertà di navigazione e per difendere i propri interessi commerciali. In tale contesto, la Cina ammonisce spesso gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono nell’area, e a sua volta viene accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca.   

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.