UK: Starmer potrebbe essere il successore di Corbyn

Pubblicato il 2 gennaio 2020 alle 17:01 in Europa UK

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Keir Starmer, portavoce della Brexit per il partito laburista britannico, è il favorito come successore di Jeremy Corbyn alla guida del movimento politico. 

Il partito dovrebbe eleggere un nuovo leader a marzo, dopo che il veterano socialista Corbyn ha dichiarato che si dimetterà in seguito alla pesante sconfitta elettorale del 12 dicembre. Starmer non ha ancora confermato se correrà o meno per la leadership, ma dovrebbe lanciare la propria campagna nelle prossime settimane. Tuttavia, secondo un sondaggio dei membri del partito laburista, pubblicato sul quotidiano The Guardian, Starmer raccoglierebbe il 61% delle preferenze contro Rebecca Long-Bailey, la portavoce che gode di ottimi rapporti con l’ala sinistra e che ha sostenuto Corbyn. La Long-Bailey si attesterebbe al 39% delle preferenze. 

Starmer è stata la prima scelta in tutte le regioni del Paese, tuttavia il suo sostegno è diminuito tra i membri del partito che hanno votato per lasciare l’Unione Europea rispetto a quelli che volevano rimanere. Il 57enne, che rappresenta un collegio elettorale del Nord di Londra, ha chiesto numerose volte al partito di sostenere un secondo referendum per l’uscita dall’Unione. Il sondaggio ha preso in considerazione 1.059 laburisti ma non ha incluso tutti i potenziali elettori, molti dei quali possono votare anche attraverso l’adesione ai sindacati. Intanto, il Regno Unito si prepara, in ogni caso, a contrattare l’uscita dall’UE. 

L’ampia maggioranza ottenuta dal partito di Johnson nelle elezioni generali del 13 dicembre ammonta a ben 80 seggi e fornisce al governo conservatore una grande flessibilità in ambito legislativo. Tuttavia, il principale negoziatore della Brexit presso l’Unione, Michel Barnier, ha avvertito il Regno Unito che 11 mesi potrebbero non essere sufficienti per concludere un accordo commerciale. La sterlina è scesa dello 0,7% a seguito di tali notizie. “Faremo in modo di concludere questo accordo in tempo”, ha dichiarato Michael Gove, uno dei ministri più anziani del governo di Johnson. Tuttavia, da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che non vede l’ora di proseguire la stretta collaborazione e la negoziazione di un “ambizioso” accordo di libero scambio tra Regno Unito e Stati Uniti. Se Londra e Bruxelles non riuscissero a trovare un accordo e il periodo di transizione non fosse prolungato, gli scambi tra Gran Bretagna e i Paesi europei sarebbero più onerosi per le imprese e seguirebbero le condizioni dettate dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). 

L’Unione Europea, da parte sua, insiste sul fatto che non siglerà un accordo commerciale con un vicino economicamente potente senza solide disposizioni per garantire una concorrenza leale. Le richieste del blocco europeo si concentrano sugli standard ambientali e del lavoro, nonché sulle norme riguardanti gli aiuti di Stato alle imprese, per garantire che la Gran Bretagna non sia in grado di offrire prodotti sul mercato unico europeo a prezzi eccessivamente bassi. Inoltre, devono essere concordate regole precise per designare la provenienza dei prodotti e la relativa tassazione. “Sarà molto complicato”, ha dichiarato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il 13 dicembre, in una conferenza stampa presso l’Unione. Nella giornata del 17 dicembre, a Londra, è previsto il giuramento dei deputati della Camera dei Comuni. Giovedì 19 dicembre, la Regina aprirà formalmente i lavori del Parlamento e Johnson chiarirà le sue posizioni. Venerdì 20 dicembre, il suo governo porterà di fronte ai deputati britannici il nuovo accordo sulla Brexit. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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