Turchia: 445.000 migranti irregolari fermati nel 2019

Pubblicato il 2 gennaio 2020 alle 16:05 in Immigrazione Turchia

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Secondo i dati resi noti dal Ministero dellInterno di Ankara, sono circa 445.000 i migranti fermati in Turchia nel corso del 2019 senza regolari documenti. Le nuove stime mostrano un significativo aumento rispetto al 2018, quando sono stati 268.000 i migranti intercettati. I rimpatri, invece, sono stati maggiori nel 2019, con 105.000 persone che hanno fatto ritorno nel loro Paese dorigine contro le 68.000 del 2018. Parlando alla Cnn turca, mercoledì 1 gennaio, il ministro dellInterno turco, Suleyman Soylu, ha dichiarato espressamente che si tratta di una grande ondata migratoria di cui è responsabile lOccidente. Più volte la Turchia ha accusato i Paesi dellUnione europea di non aver supportato abbastanza il governo di Ankara nella gestione dei rifugiati siriani e degli altri migranti, per la maggior parte diretti verso lEuropa come destinazione finale.

La Turchia, che ospita la più grande popolazione di rifugiati al mondo, con 3,7 milioni di siriani, ha ripetutamente affermato che vuole trasferirli in una “zona sicura”, appositamente istituita nel Nord-Est della Siria. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha inoltre avvertito che ulteriori ondate di rifugiati sono previste se le violenze in Siria non dovessero cessare. 

La Turchia è un importante punto di passaggio e di approdo per i migranti provenienti dai Paesi vicini del Medio Oriente o da quelli più lontani dell’Asia, come Pakistan e Afghanistan. Per quanto riguarda quelli che intendono muoversi dalla Turchia verso l’Europa, la Grecia resta uno dei maggiori Paesi di destinazione. Migranti e richiedenti asilo continuano ad approdare sulle coste delle isole greche e la crisi sembra solo peggiorare. Secondo le stime del governo greco, si prevedono altre 100.000 persone in arrivo dalla Turchia nel 2020. In generale, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 18 dicembre 2019, nel Paese sono arrivati 60.363 migranti, ovvero circa la metà del totale regionale. In virtù di tali cifre, l’Unione Europea aveva avanzato i propri dubbi in merito alla possibile responsabilità di Ankaranell’aumento degli sbarchi in Grecia, ma la Turchia aveva smentito quanto ipotizzato, fornendo i propri dati e affermando che nei primi 8 mesi del 2018 i migranti che avevano raggiunto la Grecia dalla Turchia erano stati 30.842, mentre nel 2019 sono stati 29.025. Da parte sua, il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, aveva incontrato, per la prima volta in tale clima di emergenza, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, il 24 settembre, a margine della 74esima sessione plenaria dell’Assemblea generale dell’ONU. Nel corso dell’incontro, i due leader avevano assicurato il reciproco impegno ad assicurare la stabilità della regione.

Il 26 dicembre, in una delle più recenti tragedie avvenute sul territorio della Turchia legate al fenomeno migratorio, almeno 7 persone sono morte in seguito al naufragio di un barcone che trasportava migranti e rifugiati dal Pakistan, dal Bangladesh e dall’Afghanistan. L’imbarcazione è affondata nel Lago di Van, situato nella Turchia orientale, ma circa 64 persone sono riuscite ad essere tratte in salvo. Il Lago di Van si trova vicino al confine con l’Iran ed è regolarmente attraversato dai migranti che cercano di raggiungere l’Europa da Ovest, passando attraverso la Turchia. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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