Tunisia: presentato il nuovo governo, si attende la lista ufficiale

Pubblicato il 2 gennaio 2020 alle 11:05 in Africa Tunisia

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Il primo ministro tunisino designato, Habib Jemli, ha presentato, il primo gennaio, la propria proposta di un eventuale governo al capo di Stato, Kais Saied. Si prevede che la lista ufficiale dei diversi ministri verrà annunciata nella giornata del 2 gennaio.

Sono circa due mesi che la Tunisia attende la formazione di un nuovo governo, a seguito delle elezioni legislative, svoltesi il 6 ottobre scorso. In tale occasione, Ennahda, partito tunisino di centro-destra, autodefinitosi “islamico” e “democratico”, è risultato essere il principale vincitore e, pertanto, si era proposto di presentare un proprio membro come primo ministro, in modo da rispettare quanto decretato.

Ai sensi della costituzione, inoltre, è tale partito ad avere l’autorizzazione legittima per formare l’esecutivo. Tuttavia, Ennahda ha ottenuto solo 52 dei 217 seggi complessivi e, considerando altresì le disparità interne al Parlamento, formare un nuovo esecutivo per la Tunisia non è risultato essere una missione semplice. Al momento, il Paese ha ancora un governo provvisorio, guidato da Youssef Chahed.

A seguito della proposta di Jemli, Ennahda ha mostrato riserve sull’eventuale composizione del nuovo esecutivo e, dopo aver esaminato la lista delle personalità suggerite, ha proposto delle modifiche, con il fine di creare una squadra che sia davvero in grado di attuare le misure e le riforme di cui necessita la Tunisia.

La mossa successiva di Jemli è presentare la lista di ministri ideata al Parlamento tunisino. Quest’ultimo dovrà approvarla e, una volta ottenuta la maggioranza dei voti, il nuovo esecutivo potrà iniziare la sua missione. Dal canto suo, il presidente tunisino si è detto disposto ad organizzare la sessione parlamentare nel minor tempo possibile, così da votare la fiducia del nuovo governo proposto.

Sebbene non sia stata ancora fornita la lista ufficiale delle personalità proposte, Jemli ha precisato che il focus del proprio governo è l’economia, un aspetto ancora problematico per la Tunisia. Inoltre, le donne rappresentano il 40%, mentre sono numerosi i giovani presentati, uno dei quali ha meno di 31 anni. L’età media dei ministri è, invece, di circa 50 anni. Jemli ha poi rivelato di aver mantenuto alcuni degli attuali ministri, e che il numero di Ministeri è stato ridotto per ragioni legate all’efficienza del lavoro del governo. A detta del premier designato, il capo di Stato non ha interferito nel processo di formazione, se non per i ministri degli Esteri e della Difesa, in quanto la costituzione prevede che la loro nomina avvenga a seguito di una consultazione tra i capi di Stato e dell’esecutivo.

Sin dal mese di ottobre 2019, i diversi partiti politici seduti in Parlamento non sono riusciti a trovare un accordo volto a creare una coalizione, così da proporre un primo ministro e formare un nuovo esecutivo. Il rischio temuto da molti è legato a ritardi nell’attuazione di quelle riforme indispensabili a risanare l’economia del Paese, oltre che nella presentazione del bilancio. Jemli, sin dall’assunzione del mandato, il 15 novembre 2019, ha tenuto costanti consultazioni per sei settimane e si era detto intenzionato a formare un governo di personalità indipendenti, non legate ad alcun partito politico, viste altresì le difficoltà incontrate nel raggiungere un accordo con le diverse parti politiche. Il termine ultimo per la presentazione di un eventuale esecutivo era stata stabilita al 15 gennaio 2020.

Il governo uscente ha già attuato tagli per ridurre il deficit pubblico, ma il Fondo Monetario Internazionale e altri istituti di credito stranieri hanno più volte richiesto ulteriori riforme fiscali. Al contempo, i cittadini tunisini hanno mostrato il proprio malcontento verso i servizi pubblici del Paese, considerati peggiori rispetto al periodo pre-rivoluzione del 2011. Ciò ha portato la popolazione ad avere sempre meno fiducia nei confronti delle istituzioni e della classe politica al potere.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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